porta, serie - bottega piemontese (terzo quarto sec. XVIII)

porta 1750 - 1774

Profilature in rilievo definiscono scomparti poligonali dove si snodano tralci vegetali e ghirlande fiorite. Il riquadro centrale contiene un triangolo raggiato; due carnose margherite occupano i due angoli inferiori. Sul retro (privo di ornati) sono ripresi i profili degli scomparti

  • OGGETTO porta
  • MATERIA E TECNICA lega metallica
    legno/ intaglio/ pittura/ doratura
  • MISURE Profondità: 12
    Altezza: 225
    Larghezza: 116
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE E' stata probabilmente realizzata in stretta successione alla messa in opera del rivestimento marmoreo lungo i fianchi del presbiterio. La corona di ghirlande con serti riprende il motivo in marmo visibile sulla cornice superiore della porta, così come le valve di conchiglia stilizzate rimandano a quelle poste sotto le mensole del coretto sovrastante. La porta a sinistra si apre su un breve corridoio che introduce al vestibolo d'accesso sia per la sacrestia che per il coro. La porta a destra chiude un piccolo vano utilizzato come deposito di oggetti d'arredo per l'altare.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142153
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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