Madonna di Oropa. MADONNA CON BAMBINO

MEDAGLIA DEVOZIONALE 1800 - 1849

Il manufatto è creato da una medaglia in metallo argentato, con bordo sottolineato da modanature, raffigurante la madonna di Oropa: la Vergine è rappresentata in piedi, con la testa cinta dalla corona, dalla quale diparte il lungo velo; con la sinistratrattiene un cuore fiammato, mentre sul braccio destro è seduto Gesù Bambino. La medaglia è inserita entro un'incorniciatura a filigrana, creata da un motivo floreale a ventaglio, posto in alto, dal quale dipartono foglie d'acanto stilizzate che, seguendo la forma della medaglia, si incontrano in basso. i a palmetta un'aquila bicipite coronata con le ali spiegate. L'incorniciatura è provvista di un gancio, posto in alto, sopra il motivo a ventaglio in filigrana

  • OGGETTO MEDAGLIA DEVOZIONALE
  • MATERIA E TECNICA argento/ filigrana
    metallo/ argentatura
    metallo/ stampaggio
  • MISURE Altezza: 9 cm
    Larghezza: 7 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese Ambito Italiano
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
  • INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il reliquiario è inserito all'interno di una teca, protetta da un vetro. In occasione dell'attuale revisione non è stato possibile togliere l'oggetto dalla teca. I Savoia nutrivano una fervida devozione verso la Madonna di Oropa, oggetto di costante interesse ed eletto, da molti esponenti della casata, a meta di pellegrinaggi (P. COZZO, I Savoia e Oropa, in V. NATALE (a cura di), Arti figurative a Biella eVercelli. Il Seicento e il Settecento, Candelo 2004, pp. 61-62; P. PIVOTTO, Oropa: devozione, grandi imprese e artisti, in V. NATALE (a cura di), Arti figurative a Biella eVercelli. Il Seicento e il Settecento, Candelo 2004, p. 63; si veda anche M. TROMPETTO, Storia del Santuario di Oropa, Biella 1983 e D. LEBOLE, Storia della Chiesa Biellese. Il Santuario di Oropa, Biella 1998). Testimonia tale devozione la piccola medaglia presa in esame. L'immagine della Vergine, priva dei ricchi gioielli presenti, ad esempio, nelle lastre di rame incisa da Pietro Antonio o Giacomo Stagnon su disegno di Giovan Battista Salonio nel 1740 o in quella di Joseph Sebastian e Johann Baptist Klauber del 1742 (sulle incisionisi veda Gli ori di Oropa riscoperta per il restauro, catalogo della mostra, Biella 1996, p. 43, schede nn. 17-18 di U. Gulmini), sembra invece riferirsi a prototipi seicenteschi: nel "Vero ritratto della Madonna Santissima d'Oroppa di Biella" di Wilhem De Haen, antiporta della Breve Relatione di Bassiano Gatti, edita nel 1621, la Vergine è priva di gioielli, così come nel "Ritratto della Madonna Santissima d'Oroppa nelli monti di Biella", presente nella "Historia" di Carlo Antonio Bonino del 1956 (P. ASTRUA, Censimento e restauro del Tesoro. Prime considerazioni da un progetto in corso, in Gli ori di Oropa riscoperta per il restauro, catalogo della mostra, Biella 1996, pp. 20, 23). In questa sede si ipotizza un'esecuzione del manufatto alla prima metà del XIX secolo ed un'attribuzione ad ambito piemontese. Appare collocabile nello stesso torno di anni la preziosa incorniciatura in filigrana che, pur essendo mutuata da esempi settecenteschi (M. C. DI NATALE (a cura di), Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra di Trapani, Milano 1989, pp. 97-99, schede nn. I, 27-I, 28; F. BOGGERO, F. SIMONETTI (a cura di), Arte e tradizione dei "fadreghi", catalogo della mostra, Genova 1982, scheda n. 4, p. 35), appare databile alla prima metà dell'Ottocento, come suggerisco confronti con opere coeve (A. PORZIO, Arte sacra di Palazzo. La Cappella reale di Napoli e i suoi arredi un patrimonio di arti decorative, Napoli 1989, pp. 107-113, scheda n. 27, figg. 65-68). La cornice testimonia la predilizione per la raffinata tecnica della filigrana che, in assenza di precise testimonianze documentarie, appare arduo poter attribuire ad uno specifico centro il manufatto. Tale tecnica della filigrana è infatti attestata in molteplici centri, quali la Sicilia, Genova, Venezia e il regno sabaudo, come attestano gli esempi conservati ad Oropa (Gli ori di Oropa riscoperta per il restauro, catalogo della mostra, Biella 1996, pp. 50-51, schede nn. 26-27 di M. C. Paolini; sulla filigrana si veda anche L. FACCHIN, Oreficerie tra Vercelli e Biella, in V. NATALE (a cura di), Arti figurative a Biella e Vercelli. Il Seicento e il Settecento, Candelo 2004, p. 171). In assenza di specifici elementi documentari, si atrtibuisce la filigrana ad ambito italiano
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100108071E
  • NUMERO D'INVENTARIO 1990
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1994
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2005
    2016
  • ISCRIZIONI sulla medaglia/ lungo i bordi - SAN. MARIA/ DI. OROPA - lettere capitali - a rilievo -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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