RELIQUIARIO, elemento d'insieme - ambito piemontese (ultimo quarto sec. XVIII)
RELIQUIARIO
1775 - 1799
Il reliquiario è a forma di busta confezionata in velluto tagliato ad un corpo rosso, ricamato con oro filato, canutiglia dorata, applicazioni in madreperla a forma di disco, fiore e lanciolate: il ricamo rappresenta una coppia speculare di rami d'alloro che incorniciano uno stemma includente il monogramma V. E. e sormontato da una corona. E' foderata in taffetas rosso marezzato. Il manufatto è rifinito con un cordoncino in oro filato ed è chiuso da un bottone in madreperla trattenuto da canutiglia d'oro e decorato con un motivo a raggi in canutiglia dorata. Al suo interno sono conservate la reliquia, riconoscibile grazie alla cedula e al nome del santo scritto sopra ad un foglio di che avvolge un sigillo in cera rotto
- OGGETTO RELIQUIARIO
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MATERIA E TECNICA
ceralacca
CARTA
filo metallico/ doratura/ ricamo
MADREPERLA
seta/ marezzatura
seta/ taffetas
seta/ velluto
seta/ velluto liscio o tagliato
seta/ velluto/ ricamo
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MISURE
Altezza: 14 cm
Larghezza: 7.5 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
- INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Sfortunatamente non è stato rintracciata alcuna attestazione documentaria relativa al reliquiario attraverso la quale poter precisare la cronologia e l'ambito artistico. Appare assai probabile che il manufatto sia stato donato da Vittorio Emanuele I di Savoia (1759-1824), figlio di Vittorio Amedeo III e Antonia Ferdinanda Borbone di Spagna, duca d'Aosta fino alla sua salita al trono, con l'abdicazione nel 1802, del fratello Carlo Emanuele IV. Il monogramma ricamato sulla busta in velluto appare molto simile a quello presente su una cartella della Collezione Simeon, databile ai primissimi anni del XIX secolo ( L. FIRPO, Libri antichi e legature rare, in L. FIRPO (a cura di). Immagini della Collezione Simeon, Torino 1983, p. 74). In assenza di specifici elementi documentari, si data il manufatto all'ultimo quarto del XVIII secolo e lo si attribuisce, in modo generico, ad ambito piemontese, ricordando che manufatti simili potevano essere realizzati anche in ambito domenisto o all'interno di conventi e monasteri, dove, generalmente, veniva praticata l'attività del ricamo e dove venivano confezionati anche i "paperoles" (sui paperoles si veda in particolare L. BORELLO, P. P. BENEDETTO, Paperoles. Le magnifiche carte, Torino 1998). Il nostro manufatto richiama, infine, tipologie ampliamente diffusi (per confronti si veda Reliquien. Verehrung und Verklärung, catalogo della mostra, Colonia 1989, pp. 343, 345, scheda n. 432 ). Il manufatto è inserito entro una custodia in pelle impressa
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087838
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1993
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2016
- ISCRIZIONI sulla reliquia/ sulla cedula - S. Solutor Martyri - corsivo - a penna/ nero - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0