RELIQUIARIO - A TECA, opera isolata - ambito torinese (metà sec. XIX)
Il reliquiario, in argento, è a forma ovoidale. Su entrambi i lati è presente una sottile lastra di vetro, trattenuto da un sottile bordo modanato, che permette la visione delle 44 reliquie, identificabili grazie ai nomi scritti su cedule. Su un lato, sul fondo, coperto da un pannello di taffetas salmone, è posta al centro una reliquia, posta su carta gialla, a sua volta adagiata su carta argentata di forma ovale delimitata da un'incorniciatura in carta dorata. Quest'elemento funge da centro di un motivo a fiore, creato da paperole dorate che formano i petali, al cui centro sono collocate altre diece relique. Il motivo a fiore è delimitato da una incorniciatura ovoidale, decorata, all'esterno, da canutiglia dorata disposta a spirale che si adagia su un fondo in carta blu. Lungo il bordo della teca sono poste altre otto reliquie, adagiata su carta aragosta e blu, inserite entro incorniciature formate da paperole ripiegati in volute. CONTINUA NEL CAMPO DESO
- OGGETTO reliquiario a teca
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MATERIA E TECNICA
filo d'oro
argento/ cesellatura
CARTA
carta/ doratura
cotone/ tela
seta/ taffetas
VETRO
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MISURE
Diametro: 1.5 cm
Altezza: 14.5 cm
Spessore: 3.3 cm
Larghezza: 10.5 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Torinese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
- INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il manufatto testimonia la diffusione dei "paperoles": reliquiari eseguito all'interno di monasteri, create da striscie di carta variamente arrotolate per fomare complesse composizioni. La lavorazione dei "paperoles" inizia nel XVII secolo, per continuarefino almeno a tutto l'Ottocento, spesso con decori invariati e immutati nei secoli ( sui "paperoles" si veda in particolare L. BORELLO, P. P. BENEDETTO, Paperoles. Le magnifiche carte, Torino 1998; per un ampio repertorio si rimanda a Reliquien. Verehrung und Verklärung, catalogo della mostra, Colonia 1989). Rispetto alla maggior parte dei pezzi conservati presso la Cappella della Sindone, per i quali venne impegata latta dorata, nel nostro si è scelto l'argento, come attestano i punzoni: la croce dei Santi Maurizio e Lazzaro coronata, che attesta il titolo dell'argento a 800 0/00, e la testa di toro contornato, distintivo dell'Ufficio del Marchio di Torino, introdotti dal 1824 e impiegati fino al 1872 (A. BARGONI, Maestri orafi e argentieri in Piemonte dal XVII al XIX secolo, Torino 1976, pp. 16-17; tav. XII) che attestano l'attribuzione ad ambito torinese. La datazione desumibile dai punzoni può essere ulteriormente circoscritta fra il 1840 e il 1860. Fra il 1832 e il 1862 ricoprì infatti la carica di arcivescovo di Torino Luigi Fransoni, il cui stemma attestà l'autenticità delle relique contenute nel manufatto ( G. TUNINETTI, G. D'ANTINO, Il cardinale Domenico della Rovere, costruttore della cattedrale, e gli arcivescovi di Torino dal 1515 al 2000, Cantalupa 2000, pp. 175-180). Tale datazione appare ulteriormente confermata dal gusto per un ornato esuberante e ricco, legato alla cultura del Secondo Impero di matrice francese
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087835
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1993
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2016
- ISCRIZIONI su primo lato/ su cedula - Ex sepulcro./ B. M. V - caratteri numerici - a penna/ nero -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0