pisside, opera isolata di Maestro del cervo coronato (metà sec. XVIII)
pisside
ca 1740 - ca 1760
Maestro Del Cervo Coronato (notizie 1730-1750)
notizie 1730-1750
Base circolare a fasce montanti (foglie rovesciate su cartelle piatte e ovuli; baccelli a festone) intervallate da un piccolo gradino; specchio cesellato a motivi di nastri piatti intrecciati con specchi ornati di fiori e fogliami. Fusto a tre nodi, due ad anello piccoli,e quello centrale piriforme ornato a nastri e fiori. Coppa bassa e ampia con sottocoppa saldato, traforato a fogliami; coperchio trattenuto da due gancetti, molto alto, a fasce decorate separate da gradini, bombate e a gole, successivamente a fiori e frutti, catene di ovuli e anelli, foglie d'alloro, culmine a fogliami rovesciati verso il basso. La croce è spezzata
- OGGETTO pisside
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MATERIA E TECNICA
argento/ sbalzo/ cesellatura/ doratura
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ATTRIBUZIONI
Maestro Del Cervo Coronato (notizie 1730-1750): esecutore
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I tre punzoni sono molto nitidi, ma non forniscono per ora che un'unica indicazione: che la pisside è anteriore al 1793, cosa peraltro evidente. Cervo con corona e monogramma non sono indicati dal Bargoni tra i marchi individuati. Per quanto riguarda il cervo, la scheda di Gulmini, che qui aggiorniamo, cita come noti nel 1983 due esempi: un calice esposto alla mostra del Barocco piemontese del 1963, proveniente dalla chiesa di San Martino di Ormea, su cui il Bargoni nel catalogo corrispondente dice che si legge una analoga "punzonatura non attribuita" (cfr. A. Bargoni, in cat., Mostra del Barocco Piemontese, Torino 1963, vol. III, Argenti, n. 210, p. 31, non riprodotto); e un altro calice conservato nella sacrestia del Santuario di Graglia (VC, ora BI), che però non offre elementi di somiglianza decorativa. Gulmini aggiunge che un'affinità tipologica e decorativa si riconosce invece con la pisside della Parrocchiale di Salbertrand esposta alla mostra della Valle di Susa (cfr. G. Romano, in cat. della mostra Valle di Susa, Arte e Storia dall'XI al XVIII secolo,Torino 1977, p. 167, OR. 43), databile 1730-1734 per il marchio d'assaggio di Pietro Giuseppe Rasetto. Il modello del piede e il disegno del fusto, infatti, sembrano corrispondere agli schemi dei calici e delle pissidi tra '600 e primo terzo del '700; il disegno elegantissimo della decorazione del coperchio, invece, pare più vicino agli esempi di oreficeria (e intaglio) che, partendo dai disegni juvariani, accompagnano, con gusto più contenuto, gli anni del trionfo rocaille arrivando fino a G.B. Boucheron. La somma di questi elementi parrebbe suggerire una datazione intorno agli anni 1740-1750. Queste osservazioni di Gulmini possono essere ora confermate dagli accenni al Maestro del "cervo coronato" quale «ottimo argentiere operante attorno agli anni 1735/40» da parte di Gianfranco Fina (L'argenteria torinese del Settecento, Regione Piemonte 2002, p. 147), che pubblica anche un candeliere di questo maestro, che ha non poche affinità con la pisside qui schedata. Inoltre, nelle più recenti campagne di schedatura a cura delle Diocesi, è stato segnalato da Francesca Quasimodo più di un caso di argenti siglati dal Maestro del "cervo coronato": per esempio, un ostensorio nel Santuario di Sant'Anna a Vinadio, un calice e una patena nella canonica di San Martino Vescovo a Valdieri, accompagnati da marchi d'assaggio della prima metà del XVIII secolo
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100031191
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0