Frischiettu (Fischietto, bene semplice)

post 1951 - post 1975

Carabiniere: il soggetto poggia su una base circolare di colore arancione. Indossa una giacca verde con colletto e spalline di colore bianco, i pantaloni e la feluca blu con pennacchio rosso. Con la mano sin. regge una sciabola che ricade lungo il fianco. Il dispositivo sonoro è sul retro

  • OGGETTO fischietto a fessura
  • CLASSIFICAZIONE STRUMENTI E ACCESSORI/ MUSICALI
  • AMBITO CULTURALE Produzione Artigianale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Casa-Museo Antonino Uccello
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Bonelli Ferla
  • INDIRIZZO Via Machiavelli, 19, Palazzolo Acreide (SR)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Gli sbirri nelle espressioni d’arte popolare occupavano un posto preminente. Nell'ottocento le fasce sociali più alte avevano individuato i loro eroi nel teatro lirico e di prosa e nel romanzo, i ceti subalterni li individuarono invece nell'opra dei pupi, nel cuntu, nei canti popolari (soprattutto delle carceri) e nelle storie. Il motivo della forza pubblica (gendarme, carabiniere o militare in genere) ricorreva spesso in queste forme d'arte, e sovente in verità, con sentimento di rancore e di risentimento; il popolo oppresso si identificava in quelle rappresentazioni e si esaltava al trionfo della sua giustizia esprimendo la propria violenta e sprezzante condanna contro il traditore: U sbirru. Sbirru non era solo chi faceva la spia ma anche il gendarme, il carabiniere, la guardia carceraria. In una serie di domande carnascialesche, tramandateci da S. Amabile Guastella ritorna con molto sarcasmo l’opinione popolare sullo sbirro: “Quali su i tri ‘nnimici r’o viddanu? –‘U patroni ca ‘un lu lassa ppi curtu, -a muggeri ca ‘u fa crastu, e ‘u sbirru ca cci leva ‘u sceccu” Nel proverbio il giudizio sugli gli sbirri, sempre ironico, si fa più feroce: cu nun voli stari 'n cumpagnia o è sbirru, o cunnutu o spia. Un altro proverbio, che mette in risalto l’importanza e la sacralità del comparatico in Sicilia, dove il tradimento tra compari è più grave che tra parenti, recita: “cumpari sbirri nun pigghiari o di sbirru cumpari nun ti fidari” Il motivo del Carabiniere ricorre anche nell’arte figulina. C’era anche un modo di rappresentare gli uomini di giustizia. Il Cocchiara riferisce che in una lettera del Principe del Cassaro, indirizzata al capitano giustiziere di Palermo, si vietava l’uso di portare le “barbette difformanti le fisionomie e certe strane singolarissime maniere di coprirsi la fronte coi capelli”. Le barbette e la particolare foggia di acconciarsi i capelli, alla giacobina, ritornano spesso nei vasi per fiore di fattura calatina, caratterizzati talora da un particolare curioso quale un ciuffo di capelli che si eleva dal centro della fronte del personaggio a guisa di corno. È un elemento questo, che richiama alla memoria un’invettiva lanciata contro uno sbirro in un’ottava: “talia ch’ardiri stu sbirru curnutu” (guarda che ardire questo sbirro cornuto). I temi della comicità e della satira trionfano nei fischietti, dove l’iconografia non reca apparentemente alcun elemento di buffo o di ridicolo. Ma è la collocazione del dispositivo sonoro, sul retro, che fornisce la chiave ironica dell’oggetto. Il fischio applicato sul deretano, rappresenta un rovesciamento osceno e ghignante, del fischio modulato con le labbra, quello stesso che Dante applicava al diavolo Malacoda...”ed elli avea del cul fatto trombetta: È il colmo della dissacrazione dell’autorità statale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
  • FUNZIONE E MODALITÀ D'USO ludica
    Appoggiate le labbra sull’apposito beccuccio si soffiava dentro per la fuoriuscita del suono
  • CRONOLOGIA D'USO Sec. XX terzo quarto
  • LUOGO DI REALIZZAZIONE Caltagirone (CT) - Sicilia , ITALIA
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA CARRACCHIA LAURA
    carracchia laura
    Carracchia, Laura
    Carracchia, laura
    Laura Carracchia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900383817
  • DATA DI COMPILAZIONE 2021
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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