Vinificazione Scaramuzzi: pulitura del tino di fermentazione (bene semplice)
All’interno di una cantina domestica due vinificatori puliscono un tino in plastica. Il primo uomo, con un panno di cotone, ne pulisce l’esterno. Il secondo uomo, invece, dopo aver indossato degli stivali di gomma, entra all’interno del tino e, accovacciandosi, ne pulisce il fondo e le pareti interne. Il primo uomo passa, poi, alla pulitura del rubinetto inserito alla base del tino
- OGGETTO Vinificazione Scaramuzzi: pulitura del tino di fermentazione
-
CLASSIFICAZIONE
TECNICHE
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Le cantine sono luoghi ampiamente utilizzati per lo svolgimento dei processi di vinificazione e conservazione del vino. Queste, a seconda dei casi, possono essere edifici in muratura, spazi sotterranei scavati nella roccia o cavità naturali. La cantina è spesso “uno spazio infossato, mezzo sotterraneo, fresco e buio […]; può essere però anche un normale locale al pianterreno” (BIBR: SCHEUERMEIER 1980, p. 170). In determinate zone d’Italia si trovano anche cantine sotterranee, la cui realizzazione è resa possibile dalle caratteristiche geologiche delle rocce: l’arenaria ed il tufo, ad esempio, sono facilmente scavabili. Nella zona collinare del Piemonte, a sud del Po, per esempio, vi sono “paesi il cui sottosuolo è tutto un traforo di cantine ricavate artificialmente” (BIBR: SCHEUERMEIER 1980, p. 170). Anche nel Lazio e nella Toscana meridionale si scavano cantine e stalle nel tufo. Lungo la costa adriatica, dalle Puglie fino alla Romagna, accanto “alla cantina in superficie” (BIBR: SCHEUERMEIER 1980, p. 170), ne esiste una scavata nella roccia. Nelle Prealpi piemontesi, ticinesi e lombarde, sebbene la roccia non sia facilmente scavabile, ci sono molte possibilità di utilizzare cavità naturali o artificiali ai piedi di pareti rocciose. Questo genere di cantine sono note per la loro stabilità termica, che permette un’ottima conservazione del vino. Le cantine sotterranee assumono, soprattutto nel Ticino, la denominazione di “crotti” (BIBR: SCHEUERMEIER 1980, p. 170). In Italia, sono molte le località che rinviano ai “crotti”: Grotta, Grotti, Grotte, Grottole, solo per citarne alcune. Presumibilmente questi nomi stanno ad indicare che in quelle zone, in passato, le caverne costituivano le abitazioni della gente. Particolarmente significativi, in questo senso, sono i Sassi e il Parco delle chiese rupestri di Matera. Quanto ai recipienti di pigiatura, invece, oggi sono principalmente in plastica. Tuttavia, fino a non molti anni fa erano diffuse diverse tipologie di recipienti di pigiatura come tronchi cavi o bacinelle di legno, mastelli o, botti, ceste, vasche in legno o in pietra (BIBR: SCHEUERMEIER 1980, pp. 158-161)
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- LUOGO DI RILEVAMENTO Europa, ITALIA, Basilicata, MT, Montescaglioso, Matera - Irsina, Montescaglioso (MT) - Basilicata , ITALIA
- ALTRA OCCASIONE agricoltura
-
AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Di Paolo, Emanuele
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700206442
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata
- ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
- DATA DI COMPILAZIONE 2023
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0