Corsa degli Zingari: svolgimento della Corsa
La Corsa degli Zingari si svolge la prima domenica di settembre in onore della Madonna di Loreto, a devozione della quale un gruppo di uomini, più e meno giovani, percorrono correndo a piedi scalzi un sentiero di montagna caratterizzato da una notevole pendenza e da un fondo irregolare, per raggiungere poi l'abitato di Pacentro, dove si svolge - sull'asfalto - l'ultimo tratto, fino alla Chiesa della Madonna di Loreto, dove gli Zingari vengono accolti da una folla in festa. Il termine Zingaro non ha alcuna connotazione etnica, ma è un termine dialettale utilizzato per indicare il fatto che i corridori sono scalzi. I primi Zingari che riusciranno a raggiungere la chiesa avranno in dono un palio di stoffa e un premio in denaro. La Corsa si tiene subito dopo la conclusione della Corsa degli Zingarelli. Le iscrizioni si svolgono lungo il torrente Vella, un punto strategico da cui inizia il percorso in salita verso la zona denominata Colle Ardinghi, (si veda nel filmato dal minuto 11’ 25’’ a 30’ 04’’). Il percorso ha una pendenza notevole, del 73%, e un notevole dislivello. I corridori, rigorosamente scalzi, indossano una divisa composta da pantaloni blu e canottiera bianca su cui è stampata l’immagine della Madonna di Loreto e il logo dell’associazione che organizza l’evento. Terminata l'iscrizione, prima del rintocco della campana che annuncia l’inizio della corsa, alla base del Colle Ardinghi si svolge uno spettacolo di fuochi pirotecnici. Dopo l'iscrizione, gli Zingari salgono lungo la montagna per raggiungere il punto di partenza chiamato Pietra Spaccata, una grande roccia sporgente sulla quale nel 1956 è stato dipinto il tricolore della bandiera nazionale italiana. Dalla Pietra Spaccata possono scegliere quale strada percorrere di corsa per tornare verso la Chiesa della Madonna di Loreto; i sentieri tra cui scegliere sono cinque. Il suono delle campane dà il via alla Corsa degli Zingari. Ogni corridore percorre il sentiero prescelto per poi raggiungere la zona detta "le macchie”, alla base del pendio, dove confluiscono i cinque sentieri. Quando i primi Zingari raggiungono questa zona, le campane della Chiesa della Madonna di Loreto suonano per avvisare gli altri concorrenti e il pubblico. Raggiunto il torrente Vella, si risale ripidamente verso l’abitato, fino ad arrivare al punto più ripido chiamato “le canne” (un percorso caratterizzato da pietre taglienti), da cui si raggiunge uno dei punti più difficili della salita, fino alla curva detta #lu strippe#, da cui si percorre l'ultimo tratto per raggiungere la Chiesa della Madonna di Loreto. All'arrivo di ogni Zingaro vengono suonate le campane della chiesa. Gli Zingari, una volta arrivati davanti all’altare della Madonna di Loreto, si accasciano stremati con piedi sanguinanti, danno sfogo al dolore e ricevono le prime cure mediche. Questa fase si tiene all'interno della chiesa, a porte chiuse. Fuori dalla chiesa la folla in festa aspetta di vedere i vincitori. Questi, dopo aver ricevuto le cure necessarie, escono dalla chiesa portati a spalla dagli amici per sfilare lungo le vie del paese; ai primi arrivati viene dato il palio di stoffa su cui è appuntata un'immaginetta della Madonna di Loreto, che porteranno in corteo facendolo sventolare su un'asta, a mo' di bandiera
- OGGETTO corsa degli zingari: svolgimento della corsa
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CLASSIFICAZIONE
FESTA-CERIMONIA
- LOCALIZZAZIONE Pacentro (AQ)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE In assenza di fonti che documentino in maniera univoca l’origine della manifestazione, va però registrato un fiorire di ipotesi e leggende locali stratificate nel tempo. Una prima ipotesi collegherebbe la nascita della Corsa alla presenza longobarda, e affonderebbe dunque le sue radici nell'alto medioevo; secondo questa versione, la Corsa sarebbe stato il banco di prova dei giovani per la valutazione dell’efficienza fisica e di coraggio ai fini della selezione dei soldati, e quindi il banco di prova per l’esercito del Caldora durante il periodo feudale, riservando agli esclusi dalle prove gli incarichi più umili (BIBL: DI CESARE 2012). Secondo un'altra leggenda, la statua della Madonna di Loreto anticamente si trovava a Rocca Gilberti, un piccolo paese sopra Pacentro. Gli abitanti intorbidavano continuamente il torrente che serviva il piccolo abitato di S. Alberto posto nei pressi di Colle Ardinghi. Alcuni degli abitanti per vendicarsi avvelenarono le fonti che servivano Rocca Gilberti, facendo morire la popolazione. La Madonna di Loreto, inorridita da tale atrocità, scappò via da questo abitato rifugiandosi alla Pietra Spaccata, dove vi è una piccola grotta (BIBL: DI CESARE 2012). Una terza ipotesi, che più di recente inizia ad affermarsi è legata alle vicende della traslazione della Casa Santa di Nazareth e di Papa Celestino V. La traslazione della Casa Santa di Nazareth sarebbe stata affidata a due gruppi di messaggeri, uno dei quali detti Zingari. Fallito, per questioni politiche principalmente legate al recente controllo angioino sul mezzogiorno, il progetto iniziale di Celestino V di portare la Casa Santa presso la Basilica di Collemaggio all'Aquila, il papa avrebbe incontrato a Pacentro nel 1294 gli Zingari-Messaggeri in viaggio verso Loreto (BIBL: FREZZOTTI 2023). A ricordo del passaggio della Casa Santa, ogni anno si terrebbe a Pacentro la Corsa degli Zingari per la Madonna di Loreto (BIBL: SANTINI 1981). Un’ulteriore leggenda, oggi meno nota, è riferita ad un'apparizione mariana sul Colle Ardinghi: Sul colle, “nel punto ove ha inizio la corsa chiamato «pietra spaccata» apparisce la Madonna proveniente dalla Iliria (Dalmazia) ad un pastorello, che corse a portare la notizia nell’abitato, precipitando giù per la china e raggiungere il torrente Vella, attraversa la ripida salita e perviene nella Chiesa ove è custodita la sacra immagine della Madonna di Loreto” (BIBL: TOLLIS 1979). Va però sottolineato che nella letteratura folklorica abruzzese di fine Ottocento non vi è traccia della Corsa pacentrana, e di certo colpisce che Antonio De Nino, folklorista abruzzese di Pratola Peligna, menzioni simili manifestazioni nell'area peligna (corsa devozionale di giovani "nudi", che ricevono in premio un palio), mentre non fa alcun cenno alla Corsa di Pacentro: "A Rivisondoli nelle principali feste, e a Pratola Peligna in San Rocco, è singolare la corsa dei ragazzi, dai sette ai dodici anni, che nudi vanno a precipizio da un punto all'altro del paese, dondolando braccia e... per guadagnare un palio. E il piccolo vincitore poi, nudo, entra nella chiesa a ringraziare il Santo, che già s'è messo una mano sul viso per non vedere!" (BIBL: DE NINO 1881, MONASTERIO-RANALLI 2019). Bisogna infine menzionare la presenza, presso il Ristorante "Taverna Caldora" a Pacentro, di un dipinto di Filippo Cercone (fine XIX-inizio XX secolo); la piccola tavola rappresenta la Corsa degli Zingari, ed è al momento la fonte iconografica più antica della Corsa pacentrana (si veda la documentazione fotografica allegata). Si rimanda anche, per opportuni raffronti, al documentario "Carne et ossa", realizzato da Roberto Zazzara nel 2023 (distribuito nelle sale da Mescalito Film)
- TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
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AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Monasterio, Roberto
Monasterio Roberto
Myftari, Bianka
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 13-ICCD_MODI_4691231091571
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo
- ENTE SCHEDATORE Comune di Pacentro
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0