Processione del Cristo Morto di Gubbio: canto del #Miserere#

XXI

Il #Miserere# è un canto polivocale paraliturgico eseguito il Venerdì Santo, durante la solenne Processione del Cristo Morto di Gubbio, da due cori maschili a due voci. È suddiviso in dieci momenti corali intonati sul testo dei versetti dispari del Salmo 50. L’ordine di esecuzione dei dieci versetti appare variabile, sebbene alcuni di essi risultino più ricorrenti. Rispetto alla struttura del testo originario del salmo penitenziale, ciascun verso cantato presenta ripetizioni codificate di locuzioni o sezioni di frasi, specie in corrispondenza degli incipit. Nel terzo, sesto e nono versetto sono presenti momenti solistici. Il #Miserere# viene eseguito sia in movimento che durante i momenti di stazionamento della Processione del Cristo Morto. Si nota una funzionale e maggior stabilità del canto durante le esecuzioni in loco. I due Cori eseguono il canto su due voci: bassi e tenori, sebbene sia udibile sporadicamente una terza voce sovrastante. Nell’equilibrio generale delle voci, i bassi risultano più presenti rispetto ai tenori. Ciascun Coro esegue il #Miserere# guidato da un proprio direttore: i due Cori vengono comunemente denominati #Coro del Miserere del Cristo# e #Coro del Miserere della Madonna#. Si distinguono principalmente tra loro per la posizione all’interno della Processione del Cristo Morto: il primo Coro è posto dietro il simulacro del #Cristo Morto#, l’altro è di seguito al simulacro della #Madonna Addolorata#. I Cori si distinguono inoltre in base alla #mozzetta# indossata dai cantori: il #Coro del Cristo# indossa la #mozzetta# di colore nero rappresentante la Compagnia del Crocifisso, mentre il #Coro della Madonna# indossa la #mozzetta# di colore blu rappresentante la Compagnia della Madonna del Carmelo. Al termine della Processione, nella chiesa di San Domenico, i due Cori, disposti in forma circolare, si alternano nell’esecuzione dei soli versetti dispari del salmo penitenziale del #Miserere# cantati consecutivamente: tale esecuzione, comunemente chiamata #battifondo#, allude, nell’uso colloquiale, ad una sfida. L’uso del termine in occasione del Venerdì Santo per indicare l’esecuzione congiunta del #Miserere# da parte dei due cori confraternali, fa pensare ad un confronto tra le due cantorie, effettivamente riscontrabile durante l’esecuzione, sebbene prevalga fra la maggior parte dei presenti un atteggiamento di devozione spirituale che accompagna tutta la durata dell’evento. Il #battifondo# è considerato dai cantori come uno dei momenti più sentiti di tutta la Processione del Cristo Morto. Nonostante l’atteggiamento di sfida giocosa, l’esecuzione congiunta del brano durante l’ultimo evento canoro della Processione risulta rinsaldare i rapporti di comunione tra i due coi ed i singoli componenti dei stessi. In genere all’esecuzione dei singoli versetti in latino succede la declamazione del testo corrispondente in italiano. La struttura formale del brano risulta complessa e rimanda a composizioni liturgiche colte, sebbene la modalità di esecuzione e di impostazione della voce riconducano le esecuzioni del #Miserere# a tipologie vocali di tipo “urbano-artigiano”

  • OGGETTO processione del cristo morto di gubbio: canto del #miserere#
  • CLASSIFICAZIONE musica vocale
  • LOCALIZZAZIONE Gubbio (PG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il #Miserere# è uno dei sette salmi penitenziali della liturgia cattolica, contrassegnato con il numero 50 secondo la Vulgata, con il 51 secondo la versione ebraica. Il Salmo inizia con le parole #Miserere mei Deus# (Abbi pietà di me, o Dio). Fu scritto e recitato dal re David attorno all’anno 1000 a.C.: in esso il re, dopo l’incontro con il profeta Nathan che gli rimproverava il duplice peccato dell’adulterio con Betsabea e dell’uccisione del marito di lei, invoca la misericordia di Dio e ne canta le lodi, sicuro, in fede, del Suo perdono. Nella tradizione di Gubbio il canto del #Miserere#, in latino, viene tramandato da sempre oralmente tra gli eugubini. Accompagna i simboli della Passione e i simulacri del Cristo e della Vergine nella Processione del Venerdì Santo. Anticamente il canto veniva eseguito a voci alternate, da due gruppi, corrispondenti al coro e al popolo. Attualmente vengono cantate solo le strofe dispari: è andata perduta, nel tempo, la memoria musicale delle altre. Nell’archivio della Confraternita di Santa Croce il #Miserere# viene citato per la prima volta nel 1895, quando i Priori, nel dare indicazione con pubblico manifesto per lo svolgimento della Processione, citarono “i cantori dell’armonioso Miserere”. Anche il Vescovo Rocca in una “Notificazione per la solenne Processione del Gesù Morto”, in data 25 marzo 1911, dà la seguente disposizione: “Un coro di cantori, tutti vestiti di cappa, sotto la guida di un sacerdote deputato dalla Venerabile Confraternita di Santa Croce, canterà il #Miserere# con pacatezza, gravità e grazia”. Non esistono documenti che attestino l’origine di questo canto, ma la struttura musicale del canto stesso fa pensare a una composizione di primo Ottocento; sebbene le notizie documentate sull’esecuzione del #Miserere# a Gubbio risalgano solo all’inizio del XIX secolo e il canto stesso oggi mostri influssi ottocenteschi, non si può escludere che le origini della sua pratica siano antecedenti
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA Marignan, Marco
    Filippetti, Francesco
    Grilli, Simone
    Simone, Grilli
    Photostudio Gubbio
    Photostudio, Gubbio
    Menichetti, Marco
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 10-ICCD_MODI_3834887510841
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE SONORA file digitale (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'