Basilica Santuario San Sossio levita e martire

Frattamaggiore, X

La basilica di San Sossio Levita e Martire (nell'antichità indicata come Santa Maria degli Angeli e San Sosio) è il principale luogo di culto cattolico di Frattamaggiore, in città metropolitana di Napoli e diocesi di Aversa. Sede della parrocchia patronale, rappresenta il cuore storico e religioso della città. La basilica, inoltre, ospita il Museo sansossiano di arte sacra

  • OGGETTO basilica santuario
  • LOCALIZZAZIONE Frattamaggiore (NA) - Campania , ITALIA
  • INDIRIZZO Piazza Umberto I, Frattamaggiore (NA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La più antica testimonianza dell’esistenza della chiesa di San Sossio è riscontrabile nelle “Rationes Decimarum”, raccolte delle decime ecclesiastiche o sacramentali effettuate in Frattamaggiore tra gli anni 1308-1310. Non sappiamo con certezza se prima di questa data fosse già presente un edificio dedicato al Santo Patrono di Frattamaggiore (sebbene le fonti locali parlino di un antico edificio databile tra il IX ed il X secolo) né se fosse collocato nell’attuale piazza Umberto I. Le analisi sullo stile architettonico della Chiesa non lasciano, tuttavia, molti margini di dubbio sul periodo di costruzione collocabile approssimativamente tra il XIII ed il XIV secolo, come testimonia l’impianto basilicale di tipo romanico; infatti i pilastri, che innestano gli archi laterali a quello trionfale di centro così da formare la crociera, sono della stessa fattura e della stessa pietra di quelli della navata di mezzo. Gli architetti D’Amora e Buongiorno della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il comune di Napoli che curarono i lavori di restauro del 1894, dopo aver tolto gli intonaci che coprivano le pareti, stimarono che lo stile primitivo della Chiesa fosse del periodo romanico tendente al lombardo. Poiché i pilastri di piperno della navata centrale erano lavorati anche nella parte posteriore ed i due archi laterali erano identici a quello centrale, dedussero che la Chiesa dovette essere originariamente costruita a tre navate e successivamente, nel 1522, fu ampliata con l’aggiunta del transetto che, infatti, risulta costruito in tufo e con la copertura di fattura diversa da quello della restante parte dell’edificio. In seguito all’incendio del 1945 il commissario Rosi, Regio Sovrintendente alle Antichità e Belle Arti per la Campania, durante i lavori e dopo un attento esame, giudicò l’edificio di periodo tardo gotico e, pur considerando l’originario impianto del X secolo circa, riteneva che la Chiesa fosse stata ricostruita durante il XIV secolo. I lavori di restauro furono realizzati sulla base del progetto redatto dall’architetto Mario Zampino. Un primo importante intervento alla struttura della chiesa di San Sossio fu eseguito, dunque, intorno al XVI secolo con la rielaborazione del transetto, l’innalzamento della struttura muraria e il rifacimento della facciata. Questa presenta un portale datato al 1564, «voluto dal sacerdote frattese Sabbatino Fuscone in segno di devozione e nella speranza di legare più fortemente il suo nome alla storia della parrocchia di San Sossio», la cui iscrizione è ancora leggibile sullo scalino d’ingresso della chiesa: «SABBATINI FUSCONE AERE FACTUM A.D. M.D.L.X.IIII.». Sulla sommità del portale era presente un clipeo in pietra raffigurante tre cherubini, perduti a causa dei vari lavori di restauro che furono realizzati tra la fine del XIX secolo e la metà del XX secolo, o probabilmente, in seguito all’incendio del 1945
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 15-ICCD_MODI_7010980861961
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Pontificia Facoltà Teologica "Marianum"
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA relazione storica integrativa (1)
    relazione storica integrativa (2)
    relazione storica integrativa (3)
    relazione storica integrativa (4)
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    relazione storica integrativa (16)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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