Santuario Diocesano di Sant'Anna

Caserta, XVII

Il Santuario di Sant'Anna costituisce il fulcro spirituale e identitario della città di Caserta. Il profondo radicamento storico del culto ha condotto, nel luglio del 1984, alla proclamazione ufficiale della Santa a Patrona della città, titolo condiviso con San Sebastiano (unione impressa storicamente anche nella denominazione del locale Presidio Ospedaliero). Il forte legame tra la cittadinanza e il tempio ha trovato il suo culmine il 26 luglio 1993, quando il Vescovo Mons. Raffaele Nogaro ha eretto la chiesa a Santuario Diocesano. Una pietra miliare della devozione contemporanea è rappresentata dalla storica visita pastorale di Papa Francesco a Caserta, avvenuta il 26 luglio 2014, proprio nel giorno della solennità liturgica della Santa. In quel contesto, il Pontefice ha esaltato la figura della Patrona definendola affettuosamente "La Nonna di Gesù", espressione che ha consacrato e ufficializzato la dimensione familiare, intima e profondamente protettiva del culto casertano. I festeggiamenti e i riti solenni hanno inizio e si sviluppano lungo tutto il mese di luglio, protraendosi fino al principio di agosto e configurando un ciclo festivo di eccezionale rilievo etnoantropologico. Questo intenso mese devozionale culmina con l'imponente processione cittadina a cui partecipano migliaia di fedeli, molti dei quali a piedi scalzi, ed è sostenuto con immutato fervore anche dalle comunità di emigrati casertani d'oltreoceano. Proprio per l'alto valore antropologico, sociale e identitario di questa estesa tradizione, è attualmente in corso il percorso istituzionale volto a inserire e riconoscere ufficialmente la Festa di Sant'Anna come Bene Immateriale nei registri di tutela nazionali e internazionali. Negli anni del secondo conflitto mondiale (1940-1943), la devozione verso la Santa si intensificò, diventando rifugio e invocazione contro i drammi della guerra. Il momento più tragico si verificò il 27 agosto 1943, quando un pesante bombardamento aereo anglo-americano colpì la Caserta moderna, sviluppatasi a partire dal XVIII secolo attorno alla Reggia vanvitelliana e alla linea ferroviaria. L'antica chiesetta parrocchiale venne ridotta a un cumulo di rovine fumanti; tuttavia, il monumentale simulacro di Sant'Anna con la Vergine Bambina rimase prodigiosamente integro nella sua nicchia. Nel maggio del 1944, Mons. Gagnor insediò la prima commissione per la ricostruzione. I lavori di progettazione della nuova pianta iniziarono nel gennaio del 1945 a cura dell'ingegnere Salvatore Menditto di Casagiove: l'edificio fu concepito in imponenti moduli ispirati allo stile romanico antico (30 metri di larghezza per 47 di lunghezza), caratterizzato da forme plastiche e razionali, con un maestoso campanile verticale svettante su Piazza Sant'Anna (già Piazza Marconi). Il 27 agosto 1946, nel terzo anniversario dell'offesa aerea, Mons. Bartolomeo Mancino, Vescovo di Caserta, alla presenza del Sindaco Roberto Lodati e della madrina Ida Rosa Gianmichele, benedisse e calò nelle fondamenta la prima pietra del nuovo tempio, edificato grazie alle straordinarie e generose offerte del popolo casertano. Il cuore del presbiterio è occupato dal secolare Gruppo Statuario di Sant’Anna con la Vergine Bambina, opera dalle origini incerte custodita storicamente dalle sorelle Costa (dette "le Devote") in via Sant'Elena. I caratteri plastici del simulacro evocano una simmetria di ascendenza romanico-razionale: la postura speculare della Madre e della Figlia, la delicata flessione della gamba destra e il fitto panneggio dei manti che lascia coperti solo i piedi nudi conferiscono alle effigi una solenne grazia. Sopravvissuto al bombardamento del 1943, il simulacro subì un restauro integrale (il primo storicamente documentato risaliva al 1851). Il percorso di adeguamento liturgico, decorativo e conservativo ha visto una serie di fondamentali interventi contemporanei promossi e coordinati dal rettore don Andrea Campanile: - 9 Dicembre 2023 (Mosaico parietale): Realizzazione del mosaico parietale all'interno dello spazio sacro del Santuario Diocesano, configurandosi come sfondo visivo e monumentale dedicato alla valorizzazione del venerato simulacro di Sant'Anna. L'opera si integra perfettamente nell'architettura interna del tempio, esaltando la centralità devozionale della scultura della Santa. L'uso della luce e delle variazioni cromatiche delle tessere è studiato per creare un effetto di vibrante spiritualità, enfatizzando il legame tra l'arte musiva e la secolare tradizione di culto. L'intera iniziativa è nata dal profondo interesse e dall'impegno del rettore, don Andrea Campanile, che ne ha promosso e guidato l'esecuzione per arricchire il decoro della sede del simulacro. - 1° Marzo 2025 (Nuovo Tabernacolo, Reliquie e Teca di San Pio): Realizzazione del nuovo tabernacolo, destinato alla custodia eucaristica e collocato nella cappella del Sacramento, e del nuovo reliquiario, posizionato in modo solenne sotto l'altare maggiore. Al suo interno sono custodite e venerate tre preziose reliquie di Sant'Anna, madre della Beata Vergine Maria, di San Giovanni Bosco e di San Pio da Pietrelcina. Entrambi i manufatti liturgici sono stati eseguiti dagli artigiani specializzati della "Napoletana Arte Sacra", in stretta collaborazione con l'esperto d'arte sacra Gennaro Vassallo della ditta "Cristo Re Artisti del Sacro". Nella stessa data si è svolta l'inaugurazione e la benedizione liturgica della speciale teca artistica posizionata nella nicchia devozionale sotto l'altare dedicato a San Pio, contenente una preziosa pezzuola di lino intrisa del sangue delle stimmate del Santo. - 25 Luglio 2026 (Portali della Facciata): Conclusione del restauro conservativo dei grandi portali lignei e metallici della facciata, unici elementi perimetrali scampati alle distruzioni del bombardamento del 1943. - 15 Agosto 2026 (Porta Vetrata della Cappella): Restauro strutturale e ripristino cromatico della porta in vetro d'accesso alla Cappella del Santissimo Sacramento, ornata con l'iconografia artistica dei gigli bianchi, simbolo di purezza eucaristica. Il Santuario Diocesano di Sant'Anna non si configura soltanto come un custode monumentale di tesori storico-artistici e di tradizioni secolari, ma si erge nel cuore di Caserta come un vibrante polo di promozione culturale e, soprattutto, come un operoso avamposto di carità evangelica. Sotto l'egida protettiva della "Grande Madre", la pietra viva del tempio si traduce quotidianamente in accoglienza e sostegno concreto agli ultimi, ai dimenticati e alle famiglie in stato di fragilità. A testimonianza della sua incessante vocazione alla carità vissuta, sono stati recentemente inaugurati i rinnovati locali della mensa per i bisognosi gestita dall'Opera Sant'Anna, una struttura vitale che accoglie e ristora quotidianamente i fratelli più indigenti della città. Attraverso questa opera caritativa e i paralleli percorsi culturali intrapresi, il Santuario incarna perfettamente il messaggio d'amore cristiano, fondendo l'inestimabile valore del suo patrimonio storico con la bellezza spirituale di una solidarietà concreta al prossimo, confermandosi punto di riferimento imprescindibile e cuore generoso dell'intera comunità casertana

  • OGGETTO santuario diocesano
  • LOCALIZZAZIONE Caserta (CE) - Campania , ITALIA
  • INDIRIZZO Piazza Sant'Anna, 7, Caserta (CE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nel 1609 la chiesetta “Santa Maria di Loreto e del Purgatorio” fu eretta da alcuni fedeli e apparteneva all’Arciconfraternita di S. Maria di Loreto e del Purgatorio. Sull'altare maggiore fu posta la sacra effigie di S. Maria di Loreto. Durante l’epidemia di colera del 1836, una delle sorelle Costa perse la vita. L'altra, sopravvissuta fino al 1838, lasciò in testamento la statua di Sant'Anna alla Congrega di Loreto di Caserta, situata nell’attuale Piazza Sant'Anna (già Piazza Marconi). I confratelli accolsero il dono con grande entusiasmo. Per l'occasione il Priore della Confraternita, Giovanni Bozzaotra, stimato artista indoratore della Real Casa, ritoccò la statua a proprie spese. Da quel momento, la devozione verso l'immagine di Sant'Anna crebbe in tutto il territorio, fino al 1851, quando un celebre scultore napoletano la restaurò completamente. L'antico edificio sacro, sviluppato su un unico livello senza vani accessori, contava tre altari: il maggiore era consacrato alla Madonna di Loreto, mentre i laterali erano dedicati all'Immacolata Concezione e alle anime del Purgatorio. Durante l'incursione aerea del 27 agosto 1943, l'altare principale fu raso al suolo; l'evento si ricorda per il salvataggio miracoloso della statua di Sant'Anna, rimasta intatta nella sua nicchia a differenza delle altre effigi, andate distrutte. Con la successiva ricostruzione, il simulacro della Santa trovò posto sul nuovo altare maggiore. La chiesa si fregiava anche del possesso di due piccole ma preziose reliquie: una "ex ossibus" di Sant'Anna e una del Legno della Santa Croce. Il complesso odierno si è sviluppato attraverso tre fasi costruttive distinte. Il nucleo originario, prospiciente la piazza, fu edificato nel 1946 sulle macerie della precedente chiesetta di Loreto, rasa al suolo dalle incursioni aeree della guerra. Dal punto di vista strutturale, questa sezione più antica presenta una navata articolata in tre ambienti con volte a crociera, scanditi e separati da archi. Nel terzo anniversario della distruzione del luogo di culto, il 27 agosto 1946, fu celebrata una solenne funzione per la benedizione della prima pietra del Santuario di Sant'Anna, su disegno e progetto dell’ingegner Salvatore Menditto; il rito fu officiato da Mons. Bartolomeo Mangino. Successivamente, nel 1953, il simulacro della Santa fu radicalmente restaurato, consolidato e ravvivato nell'estetica dall'artista napoletano Lebbro. Successivamente si procedette all'elevazione della parte sovrastante, che inglobò la cantoria, due ambienti intercomunicanti e la torre campanaria; contestualmente fu eretta una seconda navata parallela, sviluppata con una volumetria più ampia e slanciata rispetto alla precedente. L’assetto definitivo fu raggiunto con l'ultimo intervento del 1974: questo comprese la grande aula quadrata di circa 21 metri di lato, attuale sede delle celebrazioni liturgiche, e un corpo rettangolare a pianta bassa posizionato a tergo dell'altare maggiore. Con il fattivo concorso della comunità dei fedeli, nel 1997 il Canonico don Giovanni Battista Gionti, all’epoca parroco della Parrocchia dei Santi Vitaliano ed Enrico nonché Rettore del Santuario di Sant'Anna, promosse un radicale intervento di ristrutturazione. I lavori, che lasciarono intatte le strutture perimetrali dell'edificio, conferirono al tempio l'odierno assetto architettonico. Tra la fine del 2020 e il 2022, la chiesa è stata sottoposta a una serie di interventi di restauro e risanamento. Questa preziosa opera di rinnovo è stata finanziata interamente grazie al contributo dell'8xmille alla Chiesa Cattolica
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 15-ICCD_MODI_6027535788871
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Pontificia Facoltà Teologica "Marianum"
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA documentazione fotografica integrativa (1)
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  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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