Basilica Santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario

Pompei, XIX

La Basilica Pontificia e Santuario Maggiore della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei rappresenta uno dei massimi centri della devozione mariana nel mondo, nonché il cuore spirituale, giuridico e amministrativo della Prelatura Territoriale di Pompei. La storia di questo straordinario complesso monumentale si sviluppa a partire da un umile e prodigioso evento costruttivo: il 13 novembre 1875, la sacra ed effigie della Vergine (cm 100x120) — recuperata a Napoli dall'avvocato Bartolo Longo — giunse a Pompei adagiata su un modesto carro di letame guidato dal carrettiere Angelo Tortora. Esposta alla venerazione il 13 febbraio 1876, la prodigiosa immagine si legò immediatamente a guarigioni miracolose, innescando una travolgente ondata di fede che portò alla posa della prima pietra del tempio l'8 maggio dello stesso anno. Per volere di Papa Leone XIII, l'intero complesso venne elevato alla dignità di Basilica Minore il 4 maggio 1901, in concomitanza con l'ultimazione della sua monumentale facciata dedicata alla Pace Universale. Al di là del suo immenso valore architettonico di oltre 2.000 metri quadrati impostati su pianta a croce latina, il Santuario è oggi universalmente riconosciuto come un faro di accoglienza e di attiva carità cristiana. Fin dalle origini, San Bartolo Longo concepì la nuova città di Pompei attorno al binomio inscindibile tra fede e solidarietà: gli spazi basilicali offrono tuttora asilo, istruzione e riscatto sociale attraverso orfanotrofi, case per i figli dei carcerati, mense per i poveri e centri di accoglienza per gli emarginati, trasformando il polo liturgico in un operoso motore di promozione umana. Questa vocazione assistenziale si riflette nella moderna struttura dell'edificio, che ospita ampi spazi di aggregazione come il monumentale Viale Giovanni XXIII e le grandi aule polifunzionali (Sala Marianna De Fusco e Sala Trapani) destinate ai pellegrini e alle attività caritative della diocesi. L'eccezionale centralità spirituale del Santuario è storicamente testimoniata dal profondo omaggio dei Romani Pontefici, che nel corso degli anni si sono fatti pellegrini per inginocchiarsi e venerare direttamente la prodigiosa tela del Rosario. Tra le visite più significative si annoverano quelle storiche di San Giovanni Paolo II, di Papa Francesco e, in particolare, di Papa Benedetto XVI il 19 ottobre 2008, che in una solenne celebrazione affidò il mondo intero all'intercessione della Vergine, celebrando la Supplica e magnificando le opere sociali sorte all'ombra del campanile. La vita del Santuario ha toccato il suo storico culmine con la solenne canonizzazione del suo fondatore, San Bartolo Longo, proclamato Santo il 19 ottobre 2025 da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro, un evento che ha consacrato l'antico avvocato del Rosario quale Patrono ufficiale e protettore della città. Oggi, l'eco delle grandi festività liturgiche di Pompei — l'8 maggio e la prima domenica di ottobre, giorni in cui milioni di fedeli si uniscono simultaneamente in tutto il pianeta per la recita della solenne Supplica alla Regina delle Vittorie — dimostra come la devozione al Rosario propagata da questa Basilica sia diventata un legame universale di pace e speranza, capace di unire culture e popoli diversi sotto il medesimo manto materno di Maria

  • OGGETTO basilica santuario
  • LOCALIZZAZIONE Pompei (NA) - Campania , ITALIA
  • INDIRIZZO Piazza Bartolo Longo, 1, Pompei (NA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Momento Fondativo e la Nascita del Culto (1875-1876) - La storia spirituale e monumentale del Santuario di Pompei ha inizio il 13 novembre 1875, giorno in cui la venerata icona della Madonna del Santo Rosario giunse in questa terra. La tela (cm 100x120) — che raffigura la Vergine con il Bambino in braccio nell'atto di offrire la corona del Rosario a San Domenico e a Santa Caterina da Siena — era stata recuperata a Napoli dall'avvocato Bartolo Longo tramite Padre Alberto Radente, che l'aveva precedentemente avuta in dono da Suor Maria Concetta De Litala. Per uno storico paradosso, l'immagine destinata a diventare il cuore del culto mariano mondiale arrivò a Pompei adagiata su un umile carro di letame guidato dal carrettiere Angelo Tortora. Il dipinto fu esposto alla pubblica venerazione il 13 febbraio 1876. Quello stesso giorno si legò subito a eventi prodigiosi, tra i quali la documentata guarigione a Napoli della dodicenne Clorinda Lucarelli. Sull'onda della travolgente devozione popolare e dei primi miracoli, Bartolo Longo comprese la necessità di edificare un tempio degno di accogliere i pellegrini. Pochi mesi dopo, l’8 maggio 1876, si celebrò la solenne posa della prima pietra della nuova chiesa. - La Prima Fase Edificatoria: Il Santuario Ottocentecho (1876-1901)La progettazione e la direzione di questa prima stagione costruttiva vennero affidate all’architetto e professore Antonio Cua. Sotto la sua guida, tra il 1876 e il 1889, prese forma l'edificio originario: una struttura a navata unica, impostata su una pianta a croce latina che occupava un'area di 1.500 metri quadrati e ospitava sei cappelle e sette altari. L'apparato decorativo interno fu avviato nell'ottobre del 1883 dal pittore Vincenzo Paliotti, che in un anno completò gli affreschi della prima cupola (dedicati alla Gloria del Terz'Ordine Domenicano) e dei bracci del transetto. Nel 1888 lo stesso Paliotti coronò il soffitto della navata centrale con il grandioso affresco dell’Incoronazione della Vergine e la Gloria dei Santi. Nel frattempo, l’8 maggio 1887, la tela della Madonna ricevette la solenne incoronazione con preziosi diademi tempestati di gemme benedetti da Papa Leone XIII, durante una cerimonia presieduta dal Cardinale Raffaele Monaco La Valletta che inaugurò anche il monumentale Trono mariano (la cui prima pietra era stata benedetta nel 1885 dal Vescovo di Nola, Monsignor Giuseppe Formisano).Nel 1889 la direzione della parte monumentale e decorativa passò all’architetto Giovanni Rispoli. Sotto la sua guida, l’8 maggio 1890 venne inaugurato il grande organo storico a canne del Cavalier Pacifico Inzoli di Crema, incastonato in una magnifica cantoria tardo-barocca dorata. Pochi anni dopo, l’8 maggio 1893, Rispoli diede inizio alla costruzione della facciata monumentale a due ordini. I complessi lavori di fondazione impegnarono il cantiere per tutto il 1894; la struttura esteriore in stile ionico e corinzio fu ultimata il 4 maggio 1901 con la posa sul fastigio della colossale statua della Vergine in marmo di Carrara (3,25 metri e 180 quintali) e solennemente inaugurata il 5 maggio 1901. Coincidendo con il completamento della facciata, il 4 maggio 1901 Papa Leone XIII dichiarò ufficialmente il Santuario "Basilica Pontificia". - La Seconda Fase: Il Grande Ampliamento Novecentesco (1934-1939)L'incessante afflusso di fedeli rese la struttura ottocentesca insufficiente. Tra il 1934 e il 1939, su impulso dell’Arcivescovo Prelato Monsignor Antonio Anastasio Rossi, venne attuata una radicale e cruciale fase di ampliamento, interamente progettata e diretta dall’architetto Monsignor Spirito Maria Chiappetta.L'intervento trasformò la fisionomia della Basilica: la superficie complessiva fu estesa a 2.000 metri quadrati, la pianta originaria venne ampliata a tre navate e fu innalzata la monumentale cupola centrale esternamente rivestita in rame. L'interno della nuova cupola fu affidato all'artista bresciano Angelo Landi di Salò, che dipinse un imponente ciclo figurativo di 509 mq composto da ben 360 figure incentrate sul tema della Visione o sogno di San Domenico. - I lavori strutturali comportarono lo spostamento del Trono della Madonna, arretrato nel nuovo spazio absidale nel 1937. Il nuovo presbiterio fu solennemente inaugurato il 6 maggio 1939, arricchito nella volta dal grande affresco dell’Assunzione di Maria eseguito da Fermo Taragni e circondato dalle opere musive e pittoriche della Scuola veneziana dei Carmini sotto la direzione di Romualdo Scarpa (successivamente restaurate e parzialmente integrate nel 1969). Per servire le nuove esigenze foniche dell'immensa aula liturgica, nel 1949 la ditta Vincenzo Mascioni di Cuvio costruì il colossale organo eclettico-sinfonico da 6.000 canne e 87 registri, che sostituì il precedente strumento ottocentesco. - Il Secondo Novecento e i Restauri Conservativi (1965-2000)La seconda metà del Novecento è stata contrassegnata da importanti tutele conservative e aggiornamenti artistici. Nel 1965, la preziosa tela d'altare della Madonna di Pompei venne trasferita a Roma presso il Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani per un meticoloso restauro scientifico. L'intervento rimosse le stratificazioni e le ridipinture secolari (comprese le modifiche ottocentesche di Federico Maldarelli), riportando i colori originali alla loro primitiva lucentezza. Tra il 1968 e il 1971, l'apparato scultoreo esterno venne integrato collocando nelle quattro nicchie del portico le statue dei grandi santi della carità (Guanella, Murialdo, Casoria e Cabrini). In occasione del Grande Giubileo del 2000, un vasto programma di restauro e risanamento finanziato dallo Stato venne eseguito dalle maestranze del consorzio GEPCO-SALC & GIOVANNINI E MICHELI. I lavori inclusero il restauro dei paramenti esterni e delle coperture metalliche della facciata e delle cupole, l'adeguamento illuminotecnico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l'allestimento della nuova Penitenzieria, l’ampliamento della Sala delle Offerte e la creazione della nuova Cappella delle Confessioni, arricchita nel giardino interno dalla Deposizione bronzea di Francesco Pesce. Nel 2005, la ditta Mascioni eseguì una revisione filologica completa e l'aggiornamento elettronico del grande organo della cantoria. - Il Santuario Contemporaneo (2021-2023)Gli anni più recenti hanno visto il compimento dell'apparato plastico e liturgico del Santuario grazie alle arti contemporanee. Il 5 maggio 2021 è stato solennemente benedetto il nuovo Portale Maggiore in bronzo modellato dallo scultore e sacerdote don Battista Marello, caratterizzato da un disegno cosmico in cui il manto della Vergine protegge i fondatori, i santi locali e i Pontefici che hanno visitato Pompei (San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco). Il 12 settembre 2023, l’Arcivescovo Monsignor Tommaso Caputo ha dedicato il nuovo Altare Maggiore in marmo grigio cinerino e colonne con capitelli bronzei, progettato in sinergia con il Dipartimento di Architettura dell’Università "Luigi Vanvitelli" (Prof. Saverio Carillo) e custode al suo interno delle sacre reliquie del Beato Bartolo Longo, di San Ludovico da Casoria e di Santa Caterina Volpicelli. Infine, il 26 ottobre 2023, lo stesso don Battista Marello ha inaugurato il Portale Bronzeo Laterale destro (la Porta Longhiana), le cui otto formelle a cera persa narrano l'epopea storica della fondazione, suggellando visivamente quel lungo cammino iniziato un secolo e mezzo prima con l'arrivo di un umile carro di letame
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 15-ICCD_MODI_4174020598871
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Pontificia Facoltà Teologica "Marianum"
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA documentazione fotografica integrativa (1)
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  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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