Palazzo Dragonetti Cappelli

L'Aquila, 1620

Il Palazzo Dragonetti sorge tra via Santa Giusta, vicolo del Drago, via Dragonetti e via Rosso Guelfaglione. E’ uno dei più imponenti ed unitari dei palazzi aquilani del Rinascimento. E’ costituito da tre piani più un’altana, detta castellina, ed una torretta e copre una superficie pressoché rettangolare. All’interno ha due cortili, uno principale ed uno secondario, collegati tra loro, oltre a due piccoli cavedi. Un grande scalone, collegato con il cortile principale, collega il piano terra con tutti i piani superiori, compresa la castellina. Il cortile principale, al quale si accede attraverso un androne coperto con volte a crociera, è di forma allungata ed è contornato da portico su tre lati, con lo scalone in asse rispetto al portale; il portico ha tre piani ed è ritmato, al piano terreno ed al primo piano, da una successione di archi poggiati su colonne con capitello composito. Al piano secondo, invece, sopra le colonne corre un architrave. Il secondo cortile, collegato a quello principale, appare come uno spazio attiguo e complementare. Tutto il piano terreno è occupato da grandi vani coperti da volte a botte con unghie ad ampio raggio poggianti su pilastri in pietra. I piani superiori sono coperti da solai piani o altre volte. La struttura di copertura è in legno. Il prospetto principale è quello prospiciente via Santa Giusta, dove si apre un portale di grande valore artistico, probabilmente preesistente al palazzo di Silvestro. La facciata conserva per due terzi la propria forma quattro-cinquecentesca riconducibile a Silvestro Aquilano, ma la testata verso il vicolo del Drago acquista una veste vicino ad un moderato barocco; presenta paraste giganti a tre ordini, fascione marcapiano, pesante cornicione retto da mensole, finestroni allungati con alternanza di timpano curvo e timpano triangolare, porte finestre al secondo piano e finestre quadrotte con cornice a cartiglio al piano terra. Il portale è in stile durazzesco; è un grande arco a tutto sesto con cornice liscia inserito in una orditura a doppio ordine di lesene con capitelli compositi e zoccolo. Al posto dell’attico vi è una trabeazione con cornice aggettante. Gli spicchi dell’archivolto sono scolpiti con lo stemma gentilizio a bassorilievo. Il prospetto su via Dragonetti, con il ritmo di finestre a ritmo alternato triangolare e curvo e con la prevalenza dei pieni sui vuoti, pare ancorato a rielaborazioni seicentesche. Al secondo piano è situata una loggia a tre fornici che prosegue con identica forma su via Santa Giusta. Sul contrafforte d’angolo è inserito lo stemma della famiglia. Il salone principale, al primo piano, non si trova sull’asse del cortile e non affaccia su via Santa Giusta, ma su via Dragonetti, che oggi risulta una via secondaria. Su via santa Giusta è probabile che esistesse un antico manufatto, probabilmente una torre, realizzato in pietra squadrata che tuttora fuoriesce dalla superficie della copertura

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