Palazzo Alfieri Galli

L'Aquila, 1583

L’impianto ad L dell’intero aggregato è ricompreso tra via Cimino e via Crispomonti e si sviluppa attorno alla corte principale alla quale si accede dal civico 44 e ad una corte secondaria collegata al civico 32 di via Cimino. L’accesso principale è laterale rispetto alla corte principale caratterizzata da un porticato coperto da tre crociere con sovrastante loggiato e da un elegante fornice, decorato in chiave da una conchiglia in stucco, dal quale partono i gradini dello scalone principale a tre rampe. Al secondo livello si accede con la scala inserita nel XX secolo e decorata sulla volta e sulle pareti da motivi liberty. Il cortile principale è impreziosito sui fronti nord ed est dalle arcate rinascimentali; le colonne, volumi cilindrici su base quadrata, fanno ipotizzare che si possa trattare di elementi di spolio. Gli altri fronti sono disordinati ed alterati da modifiche posteriori. La seconda corte ha accesso non dal secondo portale monumentale, civico 36, ma da un portale che presenta un arco a tutto sesto inquadrato da una cornice rettangolare con quattro bugne a segnare l’attacco a terra dei piedritti e la linea d’imposta. Caratterizzata da una forte verticalità, si sviluppa su tre livelli con un sistema di stretti ballatoi sorretti da voltine in foglio. La facciata principale su via Cimino ha un prevalente sviluppo orizzontale, con 10 assi di finestre e porte. I due portali principali presentano fattezze manieriste; inquadrati da piedritti con bugne lisce a dadi e capitelli ornati da piccole volute poste ai lati di un motivo antropomorfo. L’architrave a linea spezzata è sormontato da due ampie mensole a voluta impreziosite da motivi zoomorfi; in asse un fregio a voluta incornicia lo stemma gentilizio della famiglia Alfieri, un’ala trafitta da una freccia, ripetuto in forma semplificata ai lati. A causa della pendenza di via Cimino, per mantenere immutata la quota dei balconi del piano nobile, il portale al numero 36 risulta più schiacciato, con delle proporzioni meno armoniche. Ciascuno dei tre ingressi è sormontato da una balconata con porta finestra in asse. Le aperture del piano nobile sono inquadrate da imbotti modanati che vanno a chiudersi prima del contatto con il davanzale aggettante sorretto da mensole inginocchiate scolpite con un motivo a squama di pesce. L’architrave è sormontato da un fregio bombato e da un’esile cornice. Al di sopra degli accessi si aprono una serie di finestre quadrotte con cornice modanata. La sopraelevazione novecentesca più a valle replica nelle aperture i motivi dei piani inferiori. L’altra sopraelevazione presenta tre arcate intervallate da paraste e capitelli dissonanti con l’originaria facciata. Il fronte su via Crispomonti è articolato su tre ordini segnati da una cornice marcapiano in pietra scanditi da bucature poste ad intervalli non regolari. L’ultimo asse a valle presenta, al piano nobile, un balcone in lastre di pietra appoggiate su imponenti mensole decorate con motivi fitomorfi. Le aperture del piano nobile presentano gli stessi caratteri del fronte principale, così come le quadrotte del piano terreno. Il secondo piano è caratterizzato da semplici cornici in pietra non modanata. Al piano nobile sono presenti dei saloni con volte impreziosite da dipinti, cornici e fregi in stucco. La muratura è variabile nelle diverse parti del fabbricato ma sostanzialmente riconducibile ad una tipologia prevalente costituita da pietra calcarea di dimensioni variabili apparecchiata in maniera caotica. In alcuni casi sono presenti ricorsi irregolari di mattoni. In alcuni casi si rileva la presenza di legname all’interno della muratura. Gli orizzontamenti sono costituiti da volte in mattoni disposti a coltello o in foglio, in particolare al piano nobile sono presenti volte a padiglione sia di mattoni disposti a coltello che in foglio. Inoltre non mancano solai piani con putrelle e tavelloni o voltine e tavelloni. La copertura è realizzata in legno, con delle parti in putrelle e tavelloni. Parte del tetto è a terrazzo

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