nucleo storico, Borgo Storico Seghetti Panichi (XIV-XVIII)

Castel di Lama, XIV - XVIII

Il complesso edilizio costituente il Borgo storico Seghetti Panichi è costituito da un edificio principale rappresentato dalla villa ex Odoardi, l’oratorio intitolato a San Pancrazio, il Roccolo o appostamento di caccia, l’edificio delle scuderie, edifici già rurali posti a valle della scuderia. Tutti gli edifici del complesso insistono in un parco ottocentesco

  • OGGETTO nucleo storico
  • CARATTERI AMBIENTALI ll Borgo Storico Seghetti Panichi è situato nella campagna delle Marche, alla porte di Ascoli Piceno, si trova su una collina adagiata sulla Valle Tronto, con la vista che spazia dal mar Adriatico ai Monti Sibillini e ai Monti della Laga
  • LOCALIZZAZIONE Castel di Lama (AP) - Marche , ITALIA
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Borgo Storico Seghetti Panichi è un’elegante dimora d’epoca nata da un antico complesso medievale. Alla fine del 1600 la Dimora venne trasformata da fortino militare difensivo in residenza modificando l’architettura della struttura dell’edificio con l’aggiunta del corpo di facciata, la modifica della scalinata principale e la creazione della galleria d’ingresso. L’Oratorio gentilizio, dedicato a San Pancrazio, è stato costruito tra il 1580 e il 1620, è ornato da un altare con colonne in travertino e ospita un ciclo di affreschi della scuola di Biagio Miniera. La Residenza San Pancrazio, riservata ai contadini dei feudi, fu edificata agli inizi del Seicento, cui si sono aggiunti successivamente altri edifici. Il Parco Storico Seghetti Panichi è un “unicum” a livello nazionale al di fuori del Golfo Ligure. Quattro sono i giardini progettati da Ludwig Winter, botanico e paesaggista tedesco, rimasti tra Bordighera e Ventimiglia (il Vallone del Sasso, La Madonna della Ruota, Villa Willmott e la famosa Villa Hanbury) e solo questo nella Regione Marche. La nobile famiglia Carfratelli Seghetti di Ascoli Piceno aveva come cugini i Durazzo di Genova, che consigliarono il migliore botanico e architetto di giardini del momento. Alla fine degli anni ’70 dell’800 quando Winter giunge nella Vallata del Tronto, capisce che alcune similitudini legano questo luogo alla Liguria: colline degradanti, terreno argilloso e soprattutto un microclima che permette ai suoi adorati palmizi di sopravvivere anche d’inverno a cielo aperto. Il lavoro di impianto in un’area interna di 2 ettari ed esterna a cornice di 3 ettari, durerà 10 anni e sarà colossale. Rimodellamento del terreno sulla collina, costruzione di un lago a doppio invaso, metri e metri di canale di cotto per lo scorrimento dell’acqua piovana, grandi terrazzamenti a mezzogiorno per ospitare agrumi e rose, costruzione di larghi parterre erbosi e messa a dimora di centinaia di piante autoctone ed esotiche. A nord, il climax dato dal laghetto con la statua di Venere e Amore vicino all’angolo orientale che ospita: Sophore japonica pendula, Ginkgo biloba, Taxodium, Chitalpa, Washingtonia e Magnolie. Ad est la ragnaia con la costruzione del Roccolo (caratteristico casino di caccia nelle Marche) ed il grande prato scosceso con lecci, querce, faggi rossi, tipica vegetazione autoctona dei Monti Sibillini. A sud l’infinito con: querce e grandi Phoenix. Ad ovest: terrazzamenti di agrumi, lecci e cedri atlantici
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100390581
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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