Stabilimento Maruzzella

Marano Lagunare, - 1904

Tra il 1938 e il 1939 lo stabilimento, affacciato sul canale che circonda la città, si presentava costituito da più corpi addossati: ad Ovest un edifico con copertura in parte piana ed in parte a falde dove erano collocati caldaia e forni, ad Est altri edifici coperti con falde binate. I prospetti Sud, in muratura intonacata e segnati da alte aperture, sono caratterizzati dal “basamento sull’acqua” in pietra, costituito dai resti del baluardo, su cui si impostarono le mura della fabbrica, in continuità con esse. Nel dopoguerra, grazie all’incremento dell’attività della fabbrica che necessitava di spazio maggiore, a Nord-Est e Nord-Ovest della struttura esistente, furono affiancate nuove strutture inglobando nella fabbrica quasi tutte le case confinanti. I nuovi capannoni si presentavano con struttura in cemento armato e coperti da volta a botte ribassata. A ridosso di questi capannoni su via Venezia, lato Ovest sulla banchina, venne accostato un nuovo corpo: una parte su via Venezia ad un livello con coperta a terrazza praticabile, ed una parte a due livelli con copertura da una falda. Il piano terra di questo edificio era in parte destinato ad uffici ed in parte a locali di servizio, mentre il primo piano era adibito a dormitorio per i dipendenti provenienti da fuori. Tra la parte più antica della fabbrica e i capannoni costruiti nel dopoguerra, centralmente su via Venezia, è posto un corpo con struttura metallica e copertura a falde in ondulato, destinato ad area di scarico/carico. Questo lato della fabbrica presenta impianti a vista sul prospetto. Le strutture verticali sono in pietra, in muratura di mattoni intonacata e in cemento armato; le strutture orizzontali in laterizio, ferro e cemento armato. Le coperture risultano in parte a falde con manto in tegole ed in parte a volta ribassata in cemento armato. Dopo il 1961 Mazzola spostò la portineria da Via degli Orti a Via Venezia sul canale e decise di allargare di un paio di metri e rinforzare le banchine che davano sul canale per consentire ai camion di transitare in sicurezza. Negli anni Settanta del Novecento lo stabilimento subì ristrutturazioni ed ampliamenti dovuti alle trasformazioni nelle lavorazioni. Nel 1984 la ciminiera fu demolita per recuperare dello spazio per installare i nuovi tunnel cisterna per la cottura del tonno. Nel cortile si trovava una botola di ferro sigillata su cui venivano lasciati i carrelli con le scatole per essere lavate e raffreddate: questa botola nascondeva un pozzo che, ai tempi dello splendore della Fortezza, e ancor prima ai tempi dei patriarchi, era l’unica fonte di approvvigionamento idrico per il paese di Marano

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