Filanda di Dignano

Dignano, 1857

La filanda di Dignano, di grandi dimensioni, comprendeva vari edifici: il corpo principale a tre piani con facciata monumentale, la residenza del direttore collegata all’edificio di servizio, la casa del custode, la bozzoliera, un deposito, la ciminiera e la sala caldaie, oltre alle vasche di decantazione e ai canali per l’acqua. Il complesso era recintato e accessibile solo dal cancello principale o dall’abitazione del custode. L’edificio centrale, con pianta rettangolare e struttura in cemento armato e mattoni, era caratterizzato da copertura tripartita con lucernari, facciate sobrie e aperture regolari. Utilizzava materiali moderni come cemento armato, acciaio e ghisa, che permisero spazi ampi, ben illuminati e funzionali. La ciminiera in mattoni, alta circa 30 metri, era un simbolo di prestigio per la comunità. La bozzoliera, destinata all’allevamento dei bachi, sorgeva sul lato est in posizione rialzata rispetto al resto della fabbrica. Il complesso ospitava anche la mensa, un dormitorio e l’officina. Con la crisi del settore a partire dagli anni ’30 e la successiva diffusione delle fibre sintetiche, l’attività entrò in declino. La filanda di Dignano rimase in funzione fino al 1953, operando poi per qualche tempo solo come bozzoliera, prima della definitiva chiusura e di un riutilizzo temporaneo come allevamento avicolo. Il terremoto del 1976 danneggiò la struttura

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