Abbazia della Vangandizza (sito pluristratificato)

Badia Polesine, Eta' romana/ secc. X d.C. - XX d.C

La piazza della Vangadizza a Badia Polesine (Rovigo) è stata recuperata con la sistemazione dell'area antistante l’ex chiesa abbaziale di Santa Maria della Vangadizza (secc. X-XVIII). Le opere di scavo per la posa della una nuova pavimentazione, realizzate nell'estate del 1999, misero parzialmente in luce una vasta area cimiteriale, in gran parte sconvolta da interventi successivi. Nell'occasione fu possibile effettuare soltanto due limitati sondaggi di scavo: uno, realizzato a ridosso del muro di facciata, permise di individuare, oltre ad una sepoltura in fossa, la preparazione in laterizi della scalinata semicircolare di accesso alla chiesa di S. Maria, che da un piano di calpestio decisamente inferiore all'attuale saliva verso la porta. La struttura (m 4,50 x 2,95 circa), è risultata purtroppo parzialmente asportata da uno scasso realizzato per la posa di un ampio condotto idraulico che penetrava all'interno dell'ex chiesa. Un altro sondaggio (m IO x 6) effettuato nella piazza ad una quindicina di metri dal muro di facciata, ha messo parzialmente in luce alcuni notevoli manufatti idraulici di epoca medievale, probabilmente funzionali all’approvvigionamento idrico dell'abbazia ed allo smaltimento delle acque reflue (fognatura); si tratta di condotte in laterizi, tra le quali una con copertura a volta, che interseca una struttura a pianta quadrata, forse con funzione di cisterna e altre, più recenti, tra cui una con copertura di lastre rettangolari in pietra; è evidentemente certo il proseguo di tali opere nel sedime della piazza, molto probabilmente conservate ben oltre gli attuali limiti areali. L 'utilizzo della piazza come spazio cimiteriale, in epoca medievale, fa supporre una continuità nella destinazione d'uso della stessa già dall'epoca tardoantica e romana; così pure i numerosi manufatti a carattere funerario di età romana, presenti nell'abbazia, rendono probabile la presenza di altri resti archeologici dello stesso genere forse ancora celati anche nel sedime dell'attuale piazza. A lato dell'ingresso dell'ex chiesa abbaziale sono tuttora collocati due sarcofagi del tipo "a cassapanca", uno dei quali, decorato con simboli cristiani e identificato dalla tradizione come sepoltura di Alberto Azzo Il d'Este, è quasi certamente romano, riutilizzato tra l'XI ed il XII secolo; pure il coperchio con protomi femminili è di epoca romana. Alla base della torre campanaria, sul lato settentrionale, accostata come pietra d'angolo al limite del muro di recinzione, è murata un'ara funeraria di età augustea, a forma di parallelepipedo, sul cui unico lato visibile è scolpito un bassorilievo, racchiuso in una cornice modanata, con la raffigurazione della danza orgiastica di una menade. Altri blocchi in pietra e vari laterizi romani sono impiegati come materiale da costruzione nella base del campanile, mentre canalette in trachite coeve sono riutilizzate come gronda sul tetto della cappella abbaziale. Nel chiostro sono conservati un cippo funerario ottagonale degli inizi del l sec. d.C. con i lati decorati da candelabre vegetali ed un sarcofago ad arcate, in marmo proconnesio, della metà del III secolo d.C. Sono note e documentate, anche se attualmente non più reperibili, alcune iscrizioni funerarie di epoca romana pure reimpiegate nelle murature dell'abbazia

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