Dio interroga Eva
alberello
1590 - 1599
Alberello con superficie integralmente decorata: ai piedi di un albero, che reca avvolto intorno al tronco il serpente, è raffigurata Eva che porge la mela ad Adamo; il paesaggio è collinoso nel recto e marino nel retro
- OGGETTO alberello
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MATERIA E TECNICA
maiolica/ pittura
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MISURE
Altezza: 20
- AMBITO CULTURALE Bottega Marchigiana
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ALTRE ATTRIBUZIONI
Bottega Dei Patanazzi
- LOCALIZZAZIONE Loreto (AN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'alberello fa parte di una serie di 40 vasi da farmacia che non è citata nella bibliografia pertinente la collezione donata, ut dicitur, alla Santa Casa da Francesco maria II Della Rovere. E' da supporre allora che entrò a far parte del corredo della Spezieria attraverso canali diversi. La serie, inizialmente genericamente attribuita a fabbriche di Castelli, trova un immediato riscontro nel corredo conservato nella farmacia di S. Salvatore della comunità di Roccavaldina (Messina) opera della bottega dei Patanazzi (1580). Tale corredo studiato e pubblicato da G. Liverani (Il corredo in maiolica di una farmacia cinquecentesca, in "Faenza", 1967, pp. 35-44) assomma nelle diverse fogge del vasellame differenti moduli decorativi, dalla grottesca (che è la scelta distintiva dei Patanazzi, rappresentanti dello stile fiorito, i quali decoravano a "raffaellesca" tutto il campo) all'istoriato che, con i Patanazzi, entra in una terza fase. Proprio gli alberelli ad istoriato (per i quali sono saggio eloquente i due di Antonio Patanazzi con "Giuseppe e la figlia di Putifarre" e "Filira e Saturno" pubblicati da Liverani alla tav. XXVII) mostrano caratteri da avvalorare il raffronto con questi di Loreto nei quali, se non è riscontrabile l'istoriato più corretto e disegnato di Alfonso, è dato di individuare quei caratteri propri della scuola di Antonio, come risulta dal confronto con il piatto con "Pan e Siringa" conservato al Victoria and Albert Museum di Londra (Catalogo Rackham n. 895). Tenendo presente gli elementi suddetti si procede all'esame della serie di alberelli, opera dunque della bottega dei Patanazzi che continuò in Urbino, dal 1580 ai primi del Seicento, la tradizione dei Fontana, pur differenziandosene nei moduli disegnativi e cromatici. Si nota nel vaso in esame l'uso di una tavolozza meno brillante rispetto a quella adottata dai Fontana, di un colore più diluito pur sempre mantenuto nei toni del turchino, dell'ocra e del verde. L'albero è ben delineato con tratti di bistro orizzontali secondo la tecnica già usata dai Fontana, mentre la figura di Dio presenta una certa ingenuità di fattura,per cui il volto risulta piatto e inespressivo, le mani mal delineate e il manto che ripropone un accostamento di colori già dei Fontana, azzurro e giallo, non ne raggiunge la stessa luminosità
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100002903
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0