San Michele Arcangelo

busto, 1450 - 1499

Busto

  • OGGETTO busto
  • MATERIA E TECNICA Marmo
  • ATTRIBUZIONI Guardi Andrea Di Francesco (attribuito)
  • LOCALIZZAZIONE Pisa (PI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'oggetto in questione può essere identificato con il "frammento di statuetta di figura alata della scuola pisana" segnalata da Rosini (ROSINI 1816) nel corridoio nord del Camposanto sotto le quadrifore, appresso il sarcofago romano C 19 est. L'opera non è tuttavia compresa nella serie di incisioni di Gian Paolo Lasinio (1814-25); né tanto meno è menzionata negli inventari redatti da Carlo Lasinio (1831, 1833): per questi motivi non siamo a conoscenza della provenienza. Grassi (1836-38) riporta nello stesso luogo del busto alato ricordato da Rosini alcuni "frammenti insignificanti": tra questi è forse da individuare anche la mezza figura di S. Michele, presumibilmente già sopra la basetta a tronco piramidale figurata in pietra serena (09/00235736). Tale assemblaggio risulta nelle Fotografie d'epoca (Alinari n. 8614; AFDAI 701) che, oltre a documentare il collocamento sopra il sarcofago prima citato, attestano ancora la presenza della testa, andata forse perduta durante l'incendio del 1944, poichè l'Inventario del 1906, Papini (1912-31) e Bellini Pietri (1932) ricordano il busto ancora non acefalo. Nel 1963 (FELICI) e nei depositi della Primaziale, ma il trasferimento deve essere già avvenuto durante il periodo post-bellico; dal 1986 e conservata nel Museo Nazionale di S. Matteo. La figura del Santo di tre quarti, attualmente acefala (ma da quanto appare nella foto ante guerra AFDAI 701 possedeva una testa con folta capigliatura e forse un elmo), indossa un'armatura loricata coperta sulla sinistra da un mantello; la mano destra impugna l'elsa di una spada perduta e quella sinistra un globo. L'opera può essere avvicinata stilisticamente e forse anche per l'appartenenza al bassorilievo cuspidato con la figura intera del Santo omonimo mentre schiaccia un drago, conservato attualmente nei depositi dell'Opera del Duomo (CASINI 1992). Le due rappresentazioni di S. Michele presentano infatti analoghe soluzioni compositive, sebbene nel bassorilievo il busto segua un andamento sinuoso. Recentemente chi scrive ha attribuito quest'ultimo alla taglia di Andrea Guardi, ravvisando la mano del maestro per il riferimento con 1'Amore del ciborio del duomo (09/00235699). Già intorno agli anni'60 il Guardi si era cimentato nella realizzazione dei busti dei santi Giovanni Battista e Pietro insieme con la Madonna e il Bambino, oggi nel Museo dell'Opera del Duomo ma provenienti dalla lunetta della porta del Campanile della Cattedrale e originariamente inserite in un altare in Duomo (CIARDI 1987a, pp. 36-37). I tre busti presentano strette analogie stilistiche con la figura di San Michele nell'accentuazione anatomica, nella presa degli oggetti e, per quanto sia possibile individuate dalla foto antica, negli elementi fisiognomici che rispondono al linguaggio tipico di Andrea Guardi per il volto allungato, gli occhi con palpebre evidenziate e pupilla con l'iride incisa
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0900235707
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo Nazionale di San Matteo - Pisa
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 1989
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 1993
    2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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