PORTA PRAETORIA O DI PROVENZA (RESTI) E MURA OCCIDENTALI (porta, struttura di fortificazione)

Ventimiglia, Eta' romana repubblicana fine

Allo sbocco occidentale del decumano massimo, identificabile con la Via iulia Augusta, a nord del teatro, si trovano i resti della cosìdetta Porta Decumana o di Provenza perchè collocata in direzione della Gallia. La porta risulta in parte obliterata dalla costruzione del teatro e si presentava a tre fornici, con due torri circolari esterne, del diametro di 6 m. Attualmente, si conservano i resti parziali del fornice laterale sud ed il basamento di una delle due torri, costruite in posizione asimmetrica a protezione della porta. La porta, infatti, era strutturata secondo la tecnica difensiva delle porte scee, con la torre nord arretrata di cento passi rispetto all'altra. All'interno di questa porta vi era il cortile da cui partiva la scala aperta che portava alla parte superiore delle mura. La funzione difensiva del cortile cessò in età medio imperiale; in questo momento, infatti, venne completamente ristrutturato e la porta laterale a sud fu definitivamente chiusa. Sotto questa posterula laterale vi è il punto di partenza della cloaca massima, disposta lungo l'asse del decumano massimo. Oltre alla porta è venuta in luce una porzione del lato occidentale della cinta muraria, costituita da grossi blocchi di puddinga e ciottoli, realizzata nell’ambito del I secolo a.C., ma con restauri e modifiche susseguitesi nel corso dell'età imperiale. Qui, sono state scavate diverse tombe tarde ad inumazione (in anfora). La cinta muraria proseguiva verso sud, come scavi recenti hanno dimostrato, mettendo in luce i resti di un torrione semicircolare del diametro di circa 6 m, con una fondazione costituita da tre gradoni sovrapposti ed ammorsata alle mura, facente forse parte di una porta minore, che si apriva sotto l’attuale percorso di corso Genova, ma di datazione posteriore rispetto alle mura; in quest'area sono state scavate numerose sepolture prevalentemente di media-tarda età imperiale. Le mura proseguivano anche verso levante, a nord delle Insulae scavate da Lamboglia nel 1938-1940 e del decumano massimo

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