lavoro/concezioni Gian Luigi Bravo Parole chiave etnoantropologiche , Torino, Dipartimento di Scienze Antropologiche, Università di Torino, 1995,

Michele Pulliero, giovane apprendista all'interno dello squero, descrive le fasi di lavorazione della gondola dopo che è stata “liberata dal cantiere” (#cantier# matrice su cui sono assemblate le prime assi). La #fracadura# è la procedura tramite la quale la gondola acquista la caratteristica forma a mezzaluna. E il grado di curvatura è scelto dal gondoliere. A questo proposito l'artigiano ci tiene a precisare la particolarità dello squero in cui lavora, in grado di realizzare delle gondole come pezzi unici. “Quando ci sarà la #fracada# imbananatura della barca, la poppa e la prua verranno, sempre scaldando, schiacciate con delle punte dal soffitto finché non si riesce ad arrivare ad avere la linea che il gondoliere richiede. Questa è la nostra forza, il fatto che noi riusciamo a personalizzare la barca il più possibile. Mentre in un altro cantiere la barca esce dallo stampo, dal cantiere ed è quella che hai. Invece il bello di questo posto è che riusciamo a personalizzare il più possibile la linea della barca.” Viene spiegato anche l'uso dei due buchi presenti alle estremità opposte del pavimento dello squero, essenziali per la lavorazione di imbarcazioni tipiche veneziane con le estremità rialzate. I fori servono per la gondola e anche per la #batèa# a coda di gambero, che hanno le estremità molto alte. Nei fori infatti vengono inserite le punte di poppa e di prua, in maniera che la barca capovolta si trovi ad altezza comoda per essere lavorata. Invece altre barche come la #mascareta# vengono girate per la manutenzione senza bisogno delle buche. Michele spiega anche il significato di “battere la barca” e “andare alla banda”: «Se tu “la batti” vuol dire che la giri, se tu “vai alla banda” vuol dire che la metti sul fianco. Quando io pitturo questo fianco andiamo alla banda nel fianco di là». Battere la gondola significa dunque girarla e metterla con il fondo verso l’altro. Le barche dello squero Tramontin hanno un’altra particolarità, che facilita il lavoro allo squerarolo, rendendolo più sicuro: «Le barche di Roberto, che facciamo noi, sono le uniche che se tu le appoggi sul fianco restano sul fianco. Qualsiasi altra gondola cade, perché ha il baricentro diverso».

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • SOGGETTO lavoro/concezioni Gian Luigi Bravo Parole chiave etnoantropologiche , Torino, Dipartimento di Scienze Antropologiche, Università di Torino, 1995
    artigianato/piccola cantieristica Gian Luigi Bravo Parole chiave etnoantropologiche , Torino, Dipartimento di Scienze Antropologiche, Università di Torino, 1995
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
  • ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2014