Storia di Battaglia Terme - (letteratura orale non formalizzata)

prosa/ memorie storiche,

Le origini di Battaglia Terme risalgono a dopo il 1200. “Nel 1400 era il paese più interessante delle tre Venezie, perché i veneziani e i padovani per raggiungere l’entroterra, e viceversa, con il sale e le altre merci utilizzavano i canali. Tra il 1189 e il 1201, con la realizzazione di un canale artificiale pensile che collegava Padova a Monselice, lungo 18 Km realizzato alzando le arginature, si crea il secondo canale d’Europa; il primo è del 1137 ed è quello dei Navigli di Milano creato per trasportare le grandi pietre necessarie alla realizzazione del Duomo. Il canale di Battaglia è, inoltre, quello con il dislivello più alto d’Italia, in quanto ha un dislivello costante di 7 metri e 40. A tre quarti del percorso del canale artificiale, tra Padova e Monselice, viene realizzata una valvola di scarico che produce una cascata che si trova quasi al centro di Battaglia. Questo salto d’acqua viene sfruttato con la creazione di due mulini, da quattro e sei macine, e di una cartiera, che nel 1300 era la seconda del Veneto, dove si produceva la carta bombacina ricavata dagli stracci. Ad aprire la cartiera, dove lavoravano soprattutto donne, giunsero alcuni esperti da Fabriano. Nel ‘700 la cartiera chiude a causa delle troppe impurità presenti nell’acqua del canale, e viene spostata verso Vicenza. A 80 metri dalla cascata erano attive anche un’officina fabbrile e una segheria che sfruttavano la forza dell’acqua per manovrare il maglio e le sega; a Battaglia giungevano, infatti, i tronchi per via d’acqua dal Brenta, attraverso il Bacchiglione e l’Incile. Esisteva anche un “pilificio” per la lavorazione del riso. Il trasporto delle merci con le imbarcazioni era intenso: nel ‘400 passava nel canale una media di 20 barche al giorno che diventano 35 alla metà del ‘500. Prima ancora che il canale fosse realizzato, una fiorente attività era quella legata all’estrazione della trachite proveniente dalla cava del colle di Lispida, attiva già nel 1100 e dove lavoravano circa 200 scalpellini. La cava era un monopolio della città di Venezia e veniva trasportata attraverso i canali consorziali con le zattere per 2-3 Km da colle fino al bivio di due canali dove veniva caricata sui burci che la trasportavano fino a Venezia. La trachite era utilizzata soprattutto per la pavimentazione della città, poiché è una pietra che nel consumarsi non diviene liscia, caratteristica molto utile per una città come Venezia.

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • SOGGETTO prosa/ memorie storiche
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • ALTRA OCCASIONE testimonianza raccolta su richiesta
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
  • ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2013
  • DOCUMENTAZIONE SONORA file digitale (1)


  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0