Caccia con il #sàndolo a s’ciopòn# - (letteratura orale non formalizzata, saperi)

Geoeco/laguna,

La caccia con lo #s'ciopòn# veniva effettuata con una spingarda lunga circa 3 metri poggiata sul trasto dell’imbarcazione e legata, mentre il cacciatore si sdraiava sul #pagiòl# e andava con la barca controvento spingendo con dei piccoli remi #remeti#, altrimenti la cacciagione scappava via. Per attirare le prede si utilizzavano richiami finti, legati con uno spago ad una pietra in modo da fermarli sul fondo della laguna, e richiami vivi di vario tipo: #fóleghe#, germani, #masorìni#, anatre. C’era chi viveva con questo mestiere e chi lo faceva per sport. Si cacciava d’inverno. Altre varianti di questa caccia consistevano nel fare un cerchio di canne e nel posizionarsi all’interno del cerchio con la barca, oppure ci si nascondeva tra la paglia su un dosso di barena, vi si posizionava il fucile, i cacciatori “si sdraiavano e aspettavano le prede”; altri utilizzavano una botte vecchia piantata nel fango. La laguna era una zona adatta per questa caccia.

  • FONTE DEI DATI Regione Veneto
  • SOGGETTO Geoeco/laguna
    Lavoro/caccia
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • ALTRA OCCASIONE testimonianza raccolta su richiesta
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
  • ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 2013
  • DOCUMENTAZIONE SONORA file digitale (1)


  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0