Ricordi di pesca in laguna - (saperi, letteratura orale non formalizzata)
G.T. racconta la storia della sua famiglia. Il padre era un pescatore di Burano e la madre casalinga. Nel periodo invernale, il padre pescava in società con lo zio dellinformatore, mentre destate faceva il bagnino al Lido; questo perché per far fronte a tutto lanno il mestiere di pesca bisognava essere attrezzati, lattrezzatura era infatti molto costosa. Cera anche chi aveva grosse barche, come #bragòssi# e tartane. Si pescava il #gò# (ghiozzo, Zosterisessor ophiocephalus) con le nasse che avevano un bastone da un lato che veniva conficcato nel terreno e mettevano dentro granchi battuti, oppure i gamberi usando uno strumento a forma di triangolo, su cui era fissata la rete, munito di un bastone grazie al quale si raschiava il fondale in modo che le prede andassero a finire allinterno della sacca; le prede erano poi sistemate in una barchetta piccola messa di fianco alla barca tutta bucherellata, detta #burcea#. Limbarcazione usata per la pesca era una #batèa buranèa# , più grande del #sàndolo# e dalla poppa tonda al di sopra della quale era un casotto nel cui interno cera il materasso per riposarsi perché stavano fuori anche 15 20 giorni, invece di venire a casa, andavano a Rialto a vendere il pescato. I periodi di pesca erano #fraìma#, che è il periodo da fine settembre a dicembre, e in quaresima. Nel periodo estivo si pescavano le #anguee# (Latterini, Atherina boyeri), i #gànbari#, e altri pesci piccoli; in genere si pescava in due, ma qualche volta si pescava anche da soli. A Burano erano molti i pescatori, la gran parte dei quali si dedicava alla pesca delle seppie, linformatore precisa che, tuttavia, non ha mai voluto fare questo mestiere perché comportava troppi sacrifici perché lavoravano a remi non cerano i motori, il posto di pesca era lontano, dovevano andare a vendere e dopo ritornare sul posto di pesca. La vita a bordo era difficile e la sussistenza era di acqua e viveri per una settimana, sotto prora avevano la legna e un fornello sulla barca, oppure andavano su una zona di palude alta, mettevano il braciere e cuocevano la polenta, il pesce fritto non si aveva il tempo di fare pasta e fagioli o gli spaghetti; anche il nonno era un pescatore. Il vino non lo portavano mai perché è alcolico e poteva essere pericoloso, magari si andava in osteria a bere un bicchiere di vino.
- FONTE DEI DATI Regione Veneto
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SOGGETTO
Strumenti
Lavoro/pesca
Prosa/memorie
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- ALTRA OCCASIONE testimonianza raccolta su richiesta
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
- ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 2013
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DOCUMENTAZIONE SONORA
file digitale (1)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0