Racconto delle fasi di acquisizione della tecnica della voga alla veneta o voga a guizzo - (letteratura orale non formalizzata, saperi)
Da bambini si iniziava a vogare con il #sàndolo#, che era la barca più diffusa, si andava dal #fitabatèe# che non dava con facilità queste imbarcazioni ai ragazzi inesperti; si andava in laguna a fare il bagno e a giocare. Allinizio, nella prima fase, si voga con due persone e si inizia da prua, davanti, col vogatore dietro, poi si passa dietro in modo da imparare a condurre la barca, perché quello che si trova davanti, che si chiama provino, può essere considerato come il motore; il poppiere, oltre che spingere, è quello che dà la direzione alla barca, ed è lui che comanda la barca. Come seconda fase si passa dietro, aiutati da un vogatore davanti e, nella terza fase, si voga da soli. In questo modo si impara la tecnica base che può essere utilizzata su tutte le imbarcazioni, ciò che cambia è la sensibilità a seconda delle dimensioni e del peso della barca che richiede dei piccoli spostamenti con il corpo. La tecnica di voga veneta, detta voga a guizzo viene utilizzata su tutte le tipologie di barche. La forcola di poppa è dotata di due morsi, vogando ad un remo si ha una spinta e un ritorno, la spinta è detta #premer# e il ritorno #staìr# che è una fase di frenata; la difficoltà della voga è soprattutto nella fase di ritorno, in quanto se il ritorno ha la stessa intensità della spinta la barca non si muove, quindi si dà una spinta vigorosa e un ritorno sottacqua molto più lento di 1 a 3 con la pala leggermente inclinata in modo che la pala faccia attrito ma non tanto da fermare la barca. Una volta acquisita questa tecnica, si può vogare su qualsiasi barca, la differenza sta soprattutto nella lunghezza dello scafo; i #puparìn#, le #batèle#, le gondole hanno una lunghezza che varia dai 10 ai 12 metri e, quando si gira nel canale, bisogna fare attenzione soprattutto alla poppa, perché tute le barche girano di poppa. Vogando a Venezia il vogatore deve fare attenzione anche alla corrente, che può spingere limbarcazione, e sulla gondola bisogna essere particolarmente anche allaltezza sotto i ponti e ricordare che la parte poppiera è leggermente più alta della parte anteriore. Per ovviare a questo problema, anche a causa del fenomeno delle alte maree, i gondolieri hanno adottato un sistema che in passato non cera, ovvero uno snodo sul ricciolo di poppa in modo da poterlo abbassare quando si passa sotto i ponti. I remi utilizzati nella voga a Venezia hanno lunghezze diverse in relazione alla barca; laltezza della forcola cambia a seconda che si voghi sopra lo specchio di poppa, come avviene nei #puparìn#, nelle #batèle#,nelle gondole e in altre barche similari, o allinterno dello scafo.
- FONTE DEI DATI Regione Veneto
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SOGGETTO
Tecnica
prosa/biografia
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- ALTRA OCCASIONE testimonianza raccolta su richiesta
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
- ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 2013
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DOCUMENTAZIONE SONORA
file digitale (1)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0