Fusione a staffa - (tecniche)
Nel momento in cui il metallo fuso raggiunge la temperatura ottimale, viene estratto mediante lausilio di una tazza, munita di un manico lungo circa un metro e mezzo, detta #taza# o #cassiòla tonda#; lattore immerge dapprima lo strumento nel liquido e, nel momento in cui viene sollevato impugnandolo con entrambe le mani protette da guanti, si provvede con un semplice pezzo di legno a liberare il metallo da eventuali impurità (ossidi), che si creano superficialmente a contatto con laria. Subito dopo, si procede a riversare con lentezza il metallo entro le staffe attraverso i fori di alimentazione. Per evitare che la pressione del metallo fuso faccia sollevare la staffa superiore vengono posti su di essa, in modo da lasciare liberi i fori di alimentazione, dei pesi costituiti da blocchi di pietra di forme e dimensioni proporzionate alla staffa.
- FONTE DEI DATI Regione Veneto
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SOGGETTO
Tecnica
Lavoro - metallurgia
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- ALTRA OCCASIONE metallurgia
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA S119
- ENTE SCHEDATORE Regione Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 2013
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0