modello di pressa idraulica

Sec. XIX - XX fine/ inizio

Si tratta di un modello di leva idraulica costruito a Chieti dall’officina meccanica di Iezzi e D’Onofrio. Una scatola in legno, munita di cassetto nel quale è collocata una vasca metallica per contenere del liquido (solitamente olio), sostiene la parte meccanica dell'apparecchio. Questa è costituita da una incastellatura metallica verticale a forma di U rovesciata e da un telaio a due colonne che funge da guida del piano di appoggio del peso da sollevare. La prima struttura è sede di una leva (mancante), imperniata su uno dei bracci della U, collegata, mediante un albero, al pistone scorrevole all'interno del corpo cilindrico di una pompa, aspirante/premente, che pesca nella vasca. La lunghezza del braccio di potenza di questa leva, di secondo genere, è maggiore del braccio resistente e permette un primo meccanismo di amplificazione della forza applicata. Tra le colonne del telaio, fissato sulla base in legno, è collocato un secondo cilindro di diametro maggiore del primo nel quale scorre lo stantuffo che sostiene il piattello porta pesi. Questo cilindro è collegato al primo mediante un condotto metallico a tenuta, ed è dotato di un rubinetto laterale di collegamento con la vasca che permette al liquido contenuto nell'apparato di defluire. Tutti i contenitori metallici, nei quali è presente il liquido, sono realizzati con pareti di notevole spessore per poter resistere alle elevate pressioni in gioco. Un pesante cilindro metallico pieno, dotato di asta verticale per la presa sicura, fa parte del corredo della pressa e serve per le dimostrazioni didattiche di sollevamento

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