stereoscopio a specchi

sec. XIX seconda metà

Si tratta di una scatola in legno, dotata di coperchio amovibile, con uno dei lati lunghi mancanti per consentire il passaggio della luce. Nel lato lungo sono presenti due fori circolari orizzontali, posti ad una distanza di 65 mm circa (distanza interpupillare), per l’osservazione delle immagini. Due fotografie dello stesso oggetto, riprese da angoli leggermente diversi (stereoscopie), venivano inserite verticalmente sulle due facce laterali, all’interno della scatola, in guide scavate nella sua base. Nella zona centrale del fondo della scatola è fissato un prisma retto in legno sulle cui facce, formanti un angolo di 90 gradi, sono posizionati due specchi piani verticali inclinati di 45 gradi rispetto al piano delle stereoscopie. Si tratta dello stereoscopio a specchi, il primo visore stereoscopico inventato da sir Charles Wheatstone nel 1832 e brevettato nel 1838 come Wheatstone Reflecting Stereoscope. Sfruttando un sistema di specchi e prismi, due immagini fotografiche separate, correttamente destinate all'occhio destro e sinistro, potevano essere visualizzate simultaneamente per produrre un'unica immagine stereoscopica. Grazie alla visione binoculare era possibile sperimentare l'illusione della profondità tridimensionale da immagini bidimensionali. Lo stereoscopio di Wheatstone, complesso e ingombrante, non riscontrò un grande successo

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