Genco Russo, Lovere - mafioso
Genco Russo, Giuseppe - mafioso - soggiorno obbligato a Lovere [BG]

negativo servizio, post 1963 - ante 1964
Jovane, Francesco
1930-2002
  • OGGETTO negativo servizio
  • SOGGETTO Genco Russo, Giuseppe - mafioso
  • MATERIA E TECNICA pellicola
    gelatina ai sali d'argento (acetati)
  • CLASSIFICAZIONE FOTOREPORTAGE
  • ATTRIBUZIONI Jovane, Francesco: fotografo principale
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Archivio fotografico IL DIDRAMMO - Museo Didattico della Fotografia
  • LOCALIZZAZIONE Convento di San Domenico
  • INDIRIZZO Via San Domenico, Sarno (SA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Giuseppe Genco Russo era un mafioso con eccellenti agganci politici. Nel 1954, alla morte di Calogero Vizzini, venne considerato il «capo dei capi». Di origini contadine Genco Russo già durante il fascismo venne denunciato e processato più volte per i reati più vari (omicidio pluriaggravato, estorsione, associazione per delinquere), venendo quasi sempre assolto per insufficienza di prove. Nel 1927 il questore di Caltanissetta in un rapporto di polizia scrisse che che Genco Russo era amico di pregiudicati pericolosi, capace di delinquere e di turbare col suo operato la tranquillità e la sicurezza dei cittadini e si era creato una posizione economica «col ricavato del delitto e con la mafia» Con Vizzini, durante i due dopoguerra organizzarono cooperative agricole tenendo così a bada la propaganda dei partiti di sinistra, mantenendo il loro potere sui contadini e garantendosi pertanto l'accesso alle terre. Con la riforma agraria nel 1950, risuscirono ad esercitare il loro ruolo estorsivo e di condizionamento fra i contadini e i proprietari terrieri ottenendo mezzadrie dai proprietari terrieri assicurando una limitata attuazione della riforma agraria e grandi guadagni sulla mediazione per la vendita delle terre. In preparazione dello sbarco in Sicilia, sembra che Genco Russo con Calogero Vizzini fossero stati contattati dagli alleati per facilitare le operazioni di sbarco e la successiva'avanzata all'interno del territorio siciliano. In ogni caso Genco Russo ottenne da subito dal Governo militare di occupazione di poter sostituire le autorità locali fasciste e messo a capo della sua città, Mussomeli. Nel 1944 Genco Russo venne dichiarato completamente «riabilitato» dalla Corte d'Appello di Caltanissetta acquisendo così la rispettabilità che gli consentì di intraprendere l'attività politica, divenendo di fatto capo della DC locale e nel 1960 consigliere comunale di Mussomeli . Nel 1962 fu costretto a dimettersi perché denunciato in una campagna giornalistica e nel 1964, venne arrestato per associazione a delinquere ed inviato al soggiorno obbligato a Lovere, in provincia di Bergamo. Nel corso del processo Genco Russo chiamò a testimoniare in suo favore eminenti personalità ma fu condannato a cinque anni di confino a Notaresco in Provincia di Teramo, dalla Corte d'assise di Caltanissetta, Nel 1971 la Commissione parlamentare antimafia presieduta dal deputato Francesco Cattanei gli dedicò un lungo profilo biografico, indicandolo come il principale capo-mafia ancora in vita della cosiddetta "vecchia mafia" legata al feudo[2], e la stessa cosa fece il senatore Luigi Carraro che, nella relazione conclusiva dei lavori della Commissione antimafia, trattò la sua figura di boss in un ampio paragrafo. Mori all'età di 83 anni nel 1976
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500954453
  • NUMERO D'INVENTARIO da JOV_000247_NP_aa_1 a IOV_000247_NP_am_1
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania
  • ENTE SCHEDATORE Museo didattico della Fotografia
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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