Fondo Miraglia Michetti (progetto, bene semplice)
Le 2.848 schede in cartoncino rigido plastificato, conservate all’interno di sette schedari metallici nella Sala Tevere, costituiscono la sintesi degli studi condotti da Marina Miraglia, tra il 1971 e il 1974, sull’archivio fotografico del pittore Francesco Paolo Michetti. Avendo a disposizione numerosi e preziosi elementi da includere in ciascuna scheda di catalogo, Miraglia ideò un sistema di organizzazione specifico, differente rispetto al resto del materiale conservato nella fototeca. La scheda è così organizzata: al centro è incollata una stampa fotografica che riproduce un negativo di Michetti. Nella parte alta compaiono due riquadri. Nel riquadro di sinistra sono indicati il numero del negativo e quello del positivo originali attribuiti dallo stesso Michetti a ciascuna fotografia. L’incrocio di questi dati rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del lavoro di Miraglia, documentato dalla compilazione di due elenchi manoscritti distinti: uno dedicato ai negativi e l’altro ai positivi. La terza voce del medesimo riquadro riporta la collocazione della fotografia in una delle trenta sezioni in cui Michetti aveva suddiviso il proprio archivio di stampe. Nel riquadro in alto a destra compare invece il numero d’inventario attribuito, nel 1970, dal Gabinetto Fotografico Nazionale (GFN) al momento della campagna di riproduzione dei negativi originali. Le due voci successive forniscono informazioni di carattere cronologico: la prima, denominata “Sezione”, è il risultato del lavoro di Miraglia, che, per organizzare cronologicamente la produzione fotografica del pittore, individuò cinque fasce temporali comprese tra il 1871 e il 1929, basandosi sia sull’evoluzione della produzione pittorica, sia sulle caratteristiche dell’attrezzatura fotografica utilizzata. L’ultima voce riporta invece la datazione specifica del soggetto. La voce “note” chiude in senso orizzontale la scheda e rappresenta il punto di maggiore interesse dato che vi si trovano, vergate a penna blu e nera dalla Miraglia, le indicazioni di rimando ad immagini iconograficamente o cronologicamente vicine, i riferimenti bibliografici e le dimensioni della lastra. L’ordinamento attuale all’interno dei sette schedari metallici rispetta il numero di inventario attribuito dal GFN. Nei primi due cassetti trovano posto le schede “senza numero” che riguardano i formati F, G, H e alcune M; nei restanti cinque vi sono le schede con la lettera di inventariazione M in ordine crescente. Il materiale conservato, che rappresenta la riproduzione di circa il 70% dell’originale archivio fotografico michettiano, costituisce il primo lavoro di catalogazione realizzato da Marina Miraglia. Si tratta, dunque, dell’inizio di un percorso di ricerca che la studiosa avrebbe ripreso e approfondito in diverse occasioni nel corso della sua carriera
- OGGETTO progetto di ricerca
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SOGGETTO
Francavilla al Mare - Ortona - Guardiagrele - Cocullo
- Capri - Opere d'Arte - Costantino Basbella
Popoli - Caramanico - Rapino - Tivoli - Acireale
Aurelia Michetti - Giorgio Michetti - Gabriele D'Annunzio
Ritratti - Paesaggio - Montagne - Casalbordino
Re Vittorio Emanuele III - Regina Margherita - Processioni
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CLASSIFICAZIONE
DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
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ATTRIBUZIONI
Michetti Francesco Paolo (1851-1929): fotografo principale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Istituto centrale per il catalogo e la documentazione
- LOCALIZZAZIONE Conservatorio delle Zitelle
- INDIRIZZO Via di San Michele 18, Roma (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Le 2.848 schede di catalogo, ognuna correlata ad una riproduzione fotografica di Francesco Paolo Michetti, sono state studiate e chiosate a mano da Marina Miraglia, tra il 1971 e il 1974. L’importanza del fondo è intrinsecamente legata al lavoro della studiosa su di esso e rappresenta un punto di partenza fondamentale per lo studio dell’archivio fotografico del pittore fotografo abruzzese. In esse sono riportate le informazioni principali relative all’originario ordinamento michettiano, i collegamenti e agli appunti personali della Miraglia utili per ricostruire l’intreccio tra arte e fotografia nella poetica pittorica dell’artista. Il lavoro di riconoscimento dei luoghi, dei modelli, dei soggetti e dell’attrezzatura utilizzata è stato possibile alla studiosa anche grazie alle preziose informazioni fornite dalla figlia Aurelia Michetti, dai documenti che gli eredi avevano gelosamente conservato e da un’indagine svolta nei luoghi delle riprese fotografiche, interpellando parroci e funzionari della zona. L’esperienza formativa e catalografica maturata da Marina Miraglia presso il Gabinetto Fotografico Nazionale fu determinante per la sua successiva carriera di studiosa. In particolare, lo studio e la riorganizzazione del fondo Michetti la portarono, nel 1975, alla pubblicazione della monografia “Francesco Paolo Michetti fotografo” e il suo interesse per questo argomento non si esaurì in questa occasione tanto che, nel corso della sua carriera, Miraglia tornerà sul tema in molteplici occasioni apportando significativi ed esaustivi contributi, tra cui l’intervento nel catalogo della mostra tenutasi a Roma e Francavilla al Mare nel 1999. Nell’estate del 1966, nel Convento di Francavilla al Mare (studio e casa dell’artista), Raffaello Delogu riscopre l’originale archivio fotografico di Michetti e ne dà subito notizia a Carlo Bertelli, allora direttore del Gabinetto Fotografico Nazionale. Quest’ultimo, come si apprende da una lettera datata 29 settembre 1966 (ICCD, ASGFN, FASC. 29 Documentari e mostre fotografiche 1956-1972, b. Mostra fotografica Michetti, prot.2929-2/C), si recherà personalmente nel Convento ad esaminare il materiale e a discutere con gli eredi di eventuali proposte conservative. Da questo documento è evidente la consapevolezza in Bertelli di dover indicizzare e istituzionalizzare l’archivio. Egli esprime infatti la necessità di riprodurre le lastre in modo da poter disporre di nuovi negativi da conservare, in triplice copia, nel GFN, alla Soprintendenza dell’Aquila e al Convento Michetti; per gli originali propone il luogo di rinvenimento, appurando una messa in sicurezza dello stesso e delle lastre. Avendo intessuto fin da subito ottimi rapporti con gli eredi Michetti, Bertelli riuscirà ad ottenere un permesso di deposito temporaneo di tutto il materiale presso il GFN con il fine di inventariare, attraverso la duplicazione nei negativi, le fotografie riproducibili e maggiormente interessanti e coinvolgendo per questo incarico descrittivo proprio Marina Miraglia che adotterà i criteri da lui elaborati, volti a restituire un percorso filologico ma anche a formalizzare una tipologia di catalogazione rapida ed efficace. Nel periodo in cui vengono realizzate le schede di catalogo è verosimile che Miraglia avesse accesso all’interezza dell’archivio michettiano, fattore che le ha permesso di decifrare con maggiore chiarezza le meticolose chiavi di accesso che Michetti stesso aveva attribuito al suo archivio. Dalla documentazione presente in archivio sappiamo che il lavoro di riproduzione venne affidato ad una ditta esterna, ma fu a tutti gli effetti una campagna commissionata dal GFN, che produrrà negativi numerati seguendo la serialità del Gabinetto Fotografico e che si conservano tutt’ora nell’Istituto. Nel maggio del 1969, avendo all’interno del GFN tutto il materiale originale, si dà avvio alla procedura amministrativa e vengono spedite, a tre diverse ditte, alcune lastre dalle quali si chiedeva l’ottenimento dei controtipi di prova. L’incarico viene assegnato alla EUR-Foto-Service il 30 dicembre dello stesso anno. Nel gennaio del 1970 viene specificato che “la duplicazione deve essere eseguita tramite copia in dispositiva bianco e nero” per garantire una maggiore qualità. In un altro documento si notifica che nel febbraio dello stesso anno vengono prese in consegna 2.342 lastre e riconsegnate qualche mese dopo. La permanenza degli originali michettiani presso il GFN è documentata fino al 1973, anno in cui Oreste Ferrari diventa il nuovo Direttore e firma la riconsegna del materiale a Francesca Ricci Lucifero, nipote del pittore. Il grande progetto di conservazione pensato in origine da Bertelli non vide mai la luce e così, terminato il lavoro di riproduzione, tutto l’archivio tornò nelle mani degli eredi. Questi ultimi, nel 1985, decisero di vendere ai Fratelli Alinari I.D.E.A. Spa (oggi Fondazione Alinari per la Fotografia) il nucleo con i negativi originali e alcune stampe (5.082 negativi e 236 stampe positive), conservando per loro i positivi, i disegni e gli schizzi preparatori
- TIPOLOGIA SCHEDA Fondi fotografici
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201421214
- NUMERO D'INVENTARIO da F024646 a F024696; da F026377 a F026386; da F030528 a F030542 - da G016431 a G016538 - da H006091 a H006137; da H007013 a H007028 - da M002758 a M005198, da M005258 a M005407; M005500
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
- ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0