Interno di una sala del Castello di Sammezzano a Leccio

positivo, post 1880 - ante 1900
Paganori, Vincenzo
attivo a Firenze tra il 1860 e il 1900

Albumina incollata su supporto secondario. Appartiene ad un gruppo di otto positivi (da n. inv. 31875/ 437 a n. inv. 31875/ 444), tutti montati nello stesso modo e tutti realizzati dal medesimo autore

  • OGGETTO positivo
  • SOGGETTO Spazi interni - Decorazione architettonica - Arredi
    Italia - Toscana – Reggello – Leccio - Castello di Sammezzano
    Architetti italiani – Sec. 19. - Panciatichi, Ferdinando
    Architettura - Edilizia residenziale – Castelli – Sec. 19
  • MATERIA E TECNICA CARTA
    albumina
  • CLASSIFICAZIONE DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO
  • ATTRIBUZIONI Paganori, Vincenzo: fotografo principale
    Ferdinando Panciatichi: architetto
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici di Bologna Ferrara Forlì Cesena Ravenna e Rimini
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Pepoli Campogrande
  • INDIRIZZO Via Castiglione, 7, Bologna (BO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Ferdinando Panciatichi Ximenez d'Aragona nasce a Firenze nel 1813: ingegnere e architetto decide di ritirarsi, poco più che quarantenne, nei suoi possedimenti di Sammezzano, nell'area del Valdarno Superiore. Qui a partire dal 1845, prende il via la costruzione del castello: i lavori si protrarranno fino al 1890, seguendo un disegno progettuale che accorpava elementi arabo moreschi (Alhambra di Granada) con altri indo-persiani, in pieno stile eclettico. Le otto immagini del fotografo fiorentino Vincenzo Paganori documentano alcuni ambienti del castello, con arredi, iscrizioni, armi araldiche, senza poter esprimere tecnicamente la policromia straordinaria ottenuta dall'uso delle ceramiche come cifra decorativa che collega tutti gli ambienti del palazzo. Le riprese sono successive al 1880, come testimoniato dal timbro a secco del fotografo che riporta la sede di Via della Scala, dove in quell'anno Paganori si trasferisce. Vincenzo Paganori inizia la sua attività di fotografo intorno al 1860 nella città di Firenze, prima in via Palazzuolo 7, successivamente in via della Scala 1. Nel 1873 è documentato come partecipante all'Esposizione Universale di Vienna con una serie di ritratti, di ingrandimenti e di riproduzioni di oggetti antichi. Nel 1875 documenta l'inaugurazione della messa in posa della lapide sulla casa di Michelangelo Buonarroti a Caprese. Nel 1880 realizza una serie di fotografie di animali, raccolte nel "Saggio della Collezione generale degli animali vertebrati fondata dal prof. E.H. Giglioli nel R. Museo Zoologico di Firenze" e conservate presso gli Archivi Alinari. Dopo il 1880 realizza una serie di fotografie su Palazzo Capponi e il villino dei signori Delle Case presso la Stazione di Poggibonsi (FI). Nel 1883 sull' "Indicatore Fiorentino", si legge come pubblicità dello stabilimento Paganori: "Mr. Paganori's establishment is much resorted to for portraits executed in any size, natural and oil coloured- Speciality and large collection of views of Florence and other principal towns of Italy and also interesting collection of artistic photographs of the best originals in our galleries". Nel 1887 realizza un "Album delle principali opere di Donatello" con 30 tavole stampate in fototipia. Il 26 febbraio 1890 compare nel consiglio direttivo della Società Fotografica Italiana in qualità di economo-conservatore e nell'elenco dei membri della stessa società; l'anno successivo partecipa alla seduta della Società e parla del defunto cugino Giuseppe Alinari (Paganori è infatti parente con gli Alinari grazie a Scolastica Paganori, madre di Leopoldo, Romualdo e Giuseppe). Fotografie di Vincenzo Paganori sono conservate presso: Archivi Fratelli Alinari I.D.E.A., Archivio Contemporaneo del Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze, Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia Villa Ciani Lestans (PN). Il fondo fotografico Faccioli è costituito da stampe sciolte o incollate su supporto, raccolte nel corso della sua attività di ingegnere-architetto da Raffaele Faccioli (Bologna, 1836-1914). Dopo la sua morte, il geometra Luigi Mattioli, amministratore dei beni degli eredi, propose a Francesco Malaguzzi Valeri allora Direttore della Pinacoteca di Bologna, l'acquisto di questa raccolta grafica comprendente disegni, taccuini e materiale fotografico. L'acquisizione avvenne in due fasi, tra il 1917 e il 1918. Nei precisi elenchi che testimoniano la transazione si citano: "597 fotografie di diversi formati e soggetti montate su cartone, 624 fotografie di diversi formati e soggetti senza cartone, 31 fotografie su cartone di diverse misure, di soggetti architettonici e 9 fotografie senza cartone, di diverse misure, di soggetti architettonici" (9 maggio 1917) e "576 fotografie di diversi formati e soggetti" (9 aprile 1918). Documentazione circa il fondo è reperibile presso l'Archivio Storico della Pinacoteca, pratiche n. 31, foglio 43, n. 9
  • TIPOLOGIA SCHEDA Fotografia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800635953
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
  • DATA DI COMPILAZIONE 2015

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