Fondo Frizzoni (raccolta, bene semplice)
Il fondo comprende attualmente 5.705 fotografie, alle quali si aggiungono 43 oggetti non fotografici. La numerazione inventariale storica, derivante dal riordino e dalla prima attività di catalogazione condotti da Dario Trento (Trento 2012), si estende da 1 a 5743 e presenta oggi alcune lacune, dovute alla mancata reperibilità di un numero limitato di fotografie allora inventariate. Nell'ambito del progetto IartNET – An International Platform for Artistic Research and Cultural Heritage at Italian Higher Arts Education Institutions (2024-2026), la catalogazione del fondo è stata completata a cura di Miriam Ferrara, sotto la supervisione scientifica di Nicoletta Leonardi. L'intervento ha compreso l'inventariazione dei materiali ancora privi di numero inventariale, la revisione delle schede catalografiche e la digitalizzazione dell'intera raccolta, estendendo la sequenza inventariale complessiva fino al numero 5916. Le fotografie, costituite prevalentemente da riproduzioni di opere d'arte, sono organizzate in 54 cartelle, secondo l'ordinamento originariamente definito da Gustavo Frizzoni e sostanzialmente mantenuto nei successivi interventi di riordino. Le stampe sono riunite sulla base dei soggetti raffigurati e ordinate per scuole pittoriche o movimenti artistici di appartenenza degli autori e delle opere riprodotte. La raccolta comprende inoltre un limitato nucleo di fotografie raffiguranti vedute di Vienna e gli allestimenti della casa museo Poldi Pezzoli
- OGGETTO raccolta personale
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SOGGETTO
Patrimonio storico artistico - Italia
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CLASSIFICAZIONE
DOCUMENTAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Accademia di Belle Arti di Brera
- LOCALIZZAZIONE Palazzo di Brera
- INDIRIZZO Via Brera, 28, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il fondo fotografico, costituito dalla raccolta di fotografie riunita da Gustavo Frizzoni nel corso della sua attività di storico e critico d'arte, allievo di Giovanni Morelli e collaboratore, tra gli altri, di Corrado Ricci, pervenne all'Accademia di Belle Arti di Brera per sua espressa volontà dopo la sua morte (1919), in una data non ancora precisamente documentata. Il lascito comprendeva, oltre alla biblioteca, la fototeca privata, corredata da manoscritti e documentazione epistolare, quest'ultima purtroppo mai inventariata (Agosti, Ceriana 1997, pp. 229-230). La raccolta si inserisce nel più ampio contesto dell'attività conoscitiva, attributiva e catalografica svolta da Giovanni Morelli e Gustavo Frizzoni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico italiano, oggi approfondita dai più recenti studi dedicati alla loro attività di conoscitori e ai cataloghi realizzati per il patrimonio artistico nazionale (Rovetta, Binda, Bruzzese 2026; Binda 2026; Rovetta 2007). Una prima testimonianza del lascito è costituita dalla lettera inviata il 25 marzo 1919 dalla sorella Lina Frizzoni all'Accademia, nella quale si legge: «Il denominato Cav. Dott. Gustavo Frizzoni ha inoltre destinato alla Biblioteca della R. Accademia di Brera le fotografie artistiche in copiosa raccolta, quale si trovano parte in cartella, parte sparse in mobili diversi e i libri d'arte, eccettuati alcuni destinati ad amici. La sottoscritta nonché il Dott. Ugo Frizzoni, eredi del defunto, li tengono a disposizione dell'Accademia di Belle Arti (a pian terreno) in Brera e pregano avvertirli quando ne verrà fatto il ritiro.» Le fonti documentarie non consentono tuttavia di ricostruire con precisione le modalità e la data effettiva del trasferimento del fondo. Una successiva lettera del 29 maggio 1923, inviata da Luca Beltrami a Lina Frizzoni per conto dell'Accademia, attesta l'avvenuta consegna della raccolta, allegando «l'elenco completo dei libri e delle fotografie che furono consegnati alla Biblioteca di questa Reale Accademia...» (TEA M I 6). Nell'elenco dattiloscritto è indicata la presenza di 4.500 fotografie artistiche in diversi formati, dato che risulta tuttavia inferiore alla consistenza effettiva del fondo. Il nucleo fu probabilmente oggetto di una prima sistemazione archivistica alla fine degli anni Quaranta del Novecento, sotto la direzione di Eva Tea (Tea 1948, pp. 38-39), periodo al quale può essere ricondotta anche l'applicazione delle singole stampe su supporti secondari in carta da pacchi. Negli anni 1994-1996 il fondo venne successivamente studiato da Giacomo Agosti e Matteo Ceriana (Agosti 1994; Agosti, Ceriana 1997), che ne ricostruirono le vicende conservative e ne evidenziarono il valore quale fondamentale strumento di lavoro per la conoscenza storico-artistica. Nel 2004 Dario Trento avviò un sistematico intervento di riordino e una prima catalogazione scientifica della raccolta. Nello stesso periodo, sotto la sua supervisione, Claudio Lapesa procedette al riordino materiale del fondo e, a partire dal 2008, all'avvio della catalogazione sulla piattaforma SirbecWeb. Nel suo contributo dedicato alla fototeca (Trento 2012), Trento sottolineava come la raccolta dovesse essere ricondotta agli studi congiunti di Giovanni Morelli e Gustavo Frizzoni, che ne avevano condiviso la costituzione e l'utilizzo quale indispensabile strumento di attribuzione, confronto e ricerca, in continuità con quella tradizione del saper vedere che caratterizzò la scuola morelliana e che sarà successivamente sviluppata anche da Pietro Toesca (Callegari, Gabrielli 2009). Nell'ambito del progetto IartNET – An International Platform for Artistic Research and Cultural Heritage at Italian Higher Arts Education Institutions, la catalogazione del fondo è stata completata sotto la supervisione scientifica di Nicoletta Leonardi. Le attività di revisione catalografica, catalogazione e digitalizzazione dell'intera raccolta sono state svolte da Miriam Ferrara. Il fondo comprende oggi circa 5.700 fotografie. La numerazione inventariale storica si estende da 1 a 5743 e presenta alcune lacune, riconducibili sia alla mancata individuazione di un numero limitato di fotografie già inventariate nei precedenti interventi, sia all'inclusione, nella sequenza numerica storica, di alcuni oggetti non fotografici successivamente esclusi dal fondo. L'intervento ha inoltre consentito di verificare, aggiornare e completare le descrizioni catalografiche, mantenendo e ricostruendo l'ordinamento storico della raccolta. Le fotografie costituiscono prevalentemente riproduzioni di opere d'arte dei principali maestri italiani, fiamminghi, tedeschi e olandesi, con particolare riferimento alla pittura del Quattro e del Cinquecento, ambiti privilegiati degli studi di Morelli e Frizzoni. Realizzate tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del XX, comprendono opere dei maggiori fotografi e stabilimenti specializzati nella riproduzione artistica, tra i quali Adolphe Braun, i Fratelli Alinari, Domenico Anderson e Giacomo Brogi
- TIPOLOGIA SCHEDA Fondi fotografici
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico non territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0303282653-4
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archivistica per la Lombardia
- ENTE SCHEDATORE Accademia di Belle Arti di Brera
- DATA DI COMPILAZIONE 2026
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0