tavolino - bottega toscana (fine sec. XVIII)

tavolino post 1790 - ante 1800

Scrittoio a un cassetto intarsiato in noce, palissandro, bois de rose, acero e acero tinto verde, acero tinto rosso.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO tavolino
  • MATERIA E TECNICA legno di pioppo
    legno di palissandro, acero, acero tinto verde, radica di noce, mogano, stucco rosso
  • AMBITO CULTURALE Bottega Toscana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Lo scrittoio presenta una struttura dalle proporzioni slanciate, caratterizzata da un impianto rigorosamente geometrico e da una straordinaria ricchezza decorativa affidata all’intarsio policromo. Il mobile, realizzato in legno di pioppo, presenta un uso sapiente e calibrato di diverse essenze lignee – palissandro, acero, acero tinto verde, radica di noce, mogano – impiegate secondo un repertorio ornamentale di grande raffinatezza tecnica e cromatica.\nIl piano, di forma rettangolare, è interamente impiallacciato e decorato da un complesso sistema di cornici concentriche. Lungo il perimetro corre una fascia a tessere policrome alternate, realizzate con un fitto gioco geometrico che combina palissandro, noce, acero e acero tinto verde, identica per disegno ed essenze utilizzate a quella presente su uno scrittoio in collezione privata già reso noto da Simone Chiarugi (S. Chiarugi, Botteche di Mobilieri in Toscana 1780-1900, Firenze 1994, 2 voll., I, p. 95), motivo che si ripete coerentemente anche lungo la fascia sottopiano. Una seconda incorniciatura interna, più articolata, introduce motivi geometrici intarsiati che, grazie al contrasto cromatico tra essenze chiare e scure, generano un marcato effetto di tridimensionalità. Agli angoli sono inseriti motivi a ventaglio, mentre al centro campeggia un grande decoro a stella a otto punte, costruito attraverso una complessa sovrapposizione di cornici geometriche. All’interno trova posto un ampio rosone a ventaglio, intarsiato in acero e acero tinto verde su fondo di stucco rosso. La fascia sottopiano è dominata da un ampio cassetto centrale ed è articolata in una sequenza orizzontale di fasce decorative: un’alta fascia in palissandro scuro, seguita da una sottile fascia geometrica policroma, una fascia in mogano e infine una teoria di piccole tessere intarsiate, che riprendono e amplificano il lessico ornamentale del piano. Le gambe, sottili e troncopiramidali, accentuano la verticalità e la leggerezza dell’insieme. Sono riccamente intarsiate: nella parte superiore i dadi di raccordo presentano fasce orizzontali in palissandro e acero, che dialogano con una decorazione sottostante a fasce verticali in noce, acero e acero tinto verde. Seguono cartelle in palissandro scuro, entro le quali sono inserite stelle a sei punte intarsiate con un raffinato gioco di cromie, capace di suggerire un effetto plastico. La decorazione prosegue verso il basso con ampie cartelle in scuro palissandro bordate in acero chiaro su fondo di mogano, fino a culminare in ulteriori inserti chiari, sottolineando con coerenza la continuità ornamentale lungo tutto lo sviluppo delle gambe.\nDal punto di vista stilistico, lo scrittoio si inserisce pienamente nel contesto della produzione toscana di fine XVIII secolo, e in particolare nell’ambito fiorentino, dove – come evidenziato da Simone Chiarugi (S. Chiarugi, Botteche di Mobilieri in Toscana 1780-1900, Firenze 1994, 2 voll., I, p. 95) – le botteghe locali mostrano una spiccata predilezione per l’intarsio geometrico, per la policromia delle essenze e per motivi ornamentali ispirati ai repertori inglesi diffusi tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento. Il linguaggio decorativo, la complessità dei motivi a ventaglio e a stella, nonché la qualità esecutiva dell’intarsio consentono di accostare questo esemplare agli scrittoi documentati da Chiarugi e avvicinabili, su base stilistica, alla produzione di ambito fiorentino prossima ai modelli attribuiti a Matteo Larti o a botteghe a lui affini. L’insieme rivela una notevole perizia tecnica e una cultura del mobile aggiornata sui modelli internazionali, rielaborati però secondo una sensibilità locale che privilegia l’equilibrio tra rigore geometrico e ricchezza decorativa, rendendo questo scrittoio una testimonianza particolarmente significativa dell’ebanisteria toscana sul finire del XVIII secolo.\n
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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