scrittoio - bottega lombarda (fine sec. XVIII)

scrittoio post 1790 - ante 1800

Scrittoio da centro con cassetto estraibile su gambe troncopiramidali. Superfici densamente intarsiate in bois de violette, bois de rose, acero, acero tinto verde, bosso,

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO scrittoio
  • MATERIA E TECNICA legno di abete
    legno di bosso, acero, acero tinto verde, bois de violette, bois de rose/ intarsio
  • AMBITO CULTURALE Bottega Lombarda
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Moroni
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Moroni
  • INDIRIZZO Via Porta Dipinta, 12, Bergamo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Lo scrittoio da centro è impostato su quattro gambe tronconiche rastremate verso il basso e concluse da piedini bulbiformi intagliati. Il fusto è realizzato in abete, interamente rivestito da un complesso apparato di intarsi policromi eseguiti in bois de violette, bois de rose, bosso, acero e acero tinto verde, secondo un gusto pienamente riconducibile alla produzione lombarda di fine Settecento. Il piano rettangolare è riccamente intarsiato su una campitura principale in bois de violette. Al centro si sviluppa una cartella modanata, entro la quale è disposto un complesso decoro speculare a sottili volute fogliacee, realizzate in acero e acero tinto verde, caratterizzate da un disegno leggero ed equilibrato. La cartella è incorniciata da una fascia in bois de rose, delimitata da un bordo intarsiato a piccoli motivi fogliacei continui. Agli angoli del piano sono inserite cartelle quadrangolari con piccoli rosoni intarsiati, mentre a completamento dell’articolato impianto decorativo si dispongono cartelle rettangolari con nastri intrecciati all’interno dei quali scorrono girali fogliacei. Il ciglio del piano è arricchito da un motivo continuo di minuti elementi vegetali, eseguiti con grande precisione tecnica.\nLa fascia sottopiano, che sul fronte presenta un cassetto estraibile, è decorata da riserve in legno chiaro su fondo in bois de violette, entro le quali si sviluppano ghirlande floreali continue. Sui montanti angolari della fascia compaiono ulteriori cartelle con cespi fogliacei intarsiati, che rafforzano la coerenza e la densità ornamentale dell’insieme. Le gambe tronconiche, intarsiate su tutti i lati, presentano un motivo continuo e digradante in legno chiaro su fondo in bois de violette, conferendo slancio verticale alla struttura e dialogando armonicamente con il ricco apparato decorativo del piano e della fascia.\nUn confronto particolarmente può essere istituito con un tavolo intarsiato oggi conservato presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, del tutto simile per concezione decorativa e qualità esecutiva. L’arredo, impiallacciato e intarsiato con simboli dell’amore e della musica, fu riscoperto nei depositi museali da Alvar González-Palacios; reca sotto il piano un cartellino con l’iscrizione «M. Domenico Vannotti». Il tavolo è stato messo in relazione con uno dei “due tavolini di legno forestiere delicatamente travagliati” acquistati nel 1796 per la corte borbonica, a testimonianza della fortuna dell’ebanisteria norditaliana presso la committenza napoletana di fine secolo. L’esemplare di Capodimonte costituisce ad oggi l’arredo più vicino al nostro per tipologia, impianto ornamentale e tecnica d’intarsio: anche nello scrittoio in esame ricorrono tarsie leggere, organizzate in cartelle simmetriche, sottili volute fogliacee e un equilibrato dialogo fra essenze chiare e fondi scuri. Il confronto consente di collocare il mobile entro il medesimo clima produttivo e culturale e di ricondurlo, con buona verosimiglianza, all’ambito di Domenico Vannotti o di una bottega a lui prossima, negli ultimi decenni del XVIII secolo.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • ENTE SCHEDATORE R03/ FAI - Fondo Ambiente Italiano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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