liuto - ambito Nordafrica - Andalusia (secc. XIX/ XX)

liuto - ante 1963

Rabâb con cassa e manico ricavati da un unico blocco di legno (fidula verticale corta); all'estremità del manico è fissato il cavigliere, piegato all'indietro ad angolo retto. La parte posteriore del manico e della cassa sono percorsi da un asse in rilievo; sulla cassa è incollata una pelle che fa da piano armonico; il manico è chiuso da una lastra metallica nella quale sono intagliate tre rosette e due fiori. Sono presenti tre fori tra la lastra metallica e la pelle; due fori nel fondo vicino all'estremità della cassa dove si trova anche l'attaccacorde, di osso a forma di uncino. Due grosse caviglie di legno tornito sono inserite lateralmente nel cavigliere. Capotasto in avorio. Manca l'archetto.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO liuto
  • MATERIA E TECNICA pelle animale
    avorio
    legno
    metallo
  • MISURE Profondità: 11||||4.8|||||| cm||cm||cm||cm||cm||cm
    Lunghezza: 43.8||43.8||17||26.8||12.5||9.7 cm||cm||cm||cm||cm||cm
    Larghezza: 8.5||||8.65||7|||| cm||cm||cm||cm||cm||cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Nordafrica - Andalusia
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali e Arte nello Spazio Pubblico
  • LOCALIZZAZIONE MUDEC - Museo delle Culture
  • INDIRIZZO Via Tortona, 56, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Luogo d'uso: Africa settentrionale (Algeria, Tunisia)\nIl rabab del Nord Africa è un liuto a manico corto ad arco con cassa piriforme (Algeria, Tunisia) o a forma di barca (Marocco), con i lati leggermente curvi verso l'interno. Il manico è chiuso anteriormente da una lastra di rame (Algeria, Tunisia) nella quale sono intagliate alcune rosette (due in Marocco, tre in Algeria e Tunisia). Le due corde sono generalmente di budello, e passano sopra un ponticello costituito da un mezzo cilindro di canna; esse sono intonate a distanza di quinta. L'arco è di solito di metallo con crini di cavallo. Per i dettagli sopra richiamati è probabile che lo strumento provenga dall'Algeria o dalla Tunisia. Si ritiene che lo strumento sia stato portato in Africa settentrionale dall'Andalusia, esso infatti si è diffuso particolarmente nei centri urbani che accolsero immigrati provenienti dalla Spagna: Tangeri, Tétouan, Fez e Chechaouen in Marocco, Tlemcen e Costantina in Algeria e Testour in Tunisia. Il rabab viene tenuto con il cavigliere appoggiato alla spalla destra e l'estremità inferiore sul ginocchio destro; in Tunisia l'estremità inferiore viene stretta tra le gambe del suonatore; l'arco sfrega la corda più bassa solo occasionalmente. In Marocco il suonatore impugna il manico con il pollice e l'indice della mano sinistra al livello del capotasto; in Algeria e Tunisia, dove si costruiscono strumenti con il manico più largo, il pollice rimane nella parte posteriore e l'indice preme lateralmente sulla corda più acuta, con una tecnica simile a quella del sitar indiano e assente altrove nel mondo arabo. Il rabab non ha un repertorio solista, viene utilizzato per accompagnare la voce e fa parte del cosiddetto ensemble andaluso composto da ud, rabab, kamanja, tar e darbukka.
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302178472
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Mudec - Museo delle Culture
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO Museo
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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