Scultura n. 24. composizione astratta

rilievo 1935||1968 - 1935||1968

Bassorilievo astratto a pianta quadrata in gesso, caratterizzato da una superficie modulata attraverso incisioni lineari e sottili elementi metallici applicati. La composizione è costruita mediante la ripetizione di una medesima forma geometrica verticale, scandita da segmenti orizzontali paralleli disposti a intervalli regolari. La metà sinistra presenta il motivo in lieve altorilievo, mentre la parte destra lo ripropone in forma incisa, instaurando un rapporto dialettico tra positivo e negativo. Sul lato destro si innestano tre sottili tondini metallici che, sviluppandosi parallelamente, generano una linea curva spiraliforme capace di introdurre un andamento dinamico e musicale all’interno della rigorosa struttura geometrica.

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO rilievo
  • MATERIA E TECNICA tecnica mista
  • ATTRIBUZIONI Melotti, Fausto (1901-1986)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1935, "Scultura n. 24" appartiene al nucleo delle opere astratte concepite da Fausto Melotti nel clima delle ricerche razionaliste e dell’astrazione europea degli anni Trenta. L’opera sviluppa una rigorosa struttura geometrica basata sulla ripetizione modulare di un medesimo schema compositivo, articolato lungo un asse verticale e scandito da segmenti orizzontali ritmicamente distanziati. La severità costruttiva dell’impianto viene però attenuata dalla presenza dei tre sottili tondini metallici che, innalzandosi parallelamente dal margine inferiore, descrivono una sinuosa doppia curva spiraliforme. Tale elemento introduce nella composizione una dimensione lirica e dinamica, riequilibrando il rigore geometrico attraverso un andamento assimilabile a una linea melodica o a un fraseggio musicale. Come in molte opere astratte di Melotti, anche in "Scultura n. 24" la costruzione visiva si fonda infatti su principi di ritmo, variazione e contrappunto derivati dalla musica: la successione modulare dei segmenti richiama l’ordine di una partitura, mentre la serpentina metallica agisce come una sorta di “melodia” capace di attraversare e animare la struttura geometrica. L’opera testimonia inoltre il rapporto dell’artista con l’ambiente del Razionalismo italiano e con le ricerche architettoniche promosse attorno alla Galleria del Milione, frequentata da Melotti insieme agli architetti del Gruppo 7, tra cui Gino Pollini, proprietario dell’opera per lungo tempo. Pubblicata nel 1935 sulle pagine della rivista “Quadrante”, "Scultura n. 24" venne successivamente presentata nel 1963 alla mostra "Aspetti dell’arte contemporanea" all’Aquila, curata da Enrico Crispolti, contribuendo alla riscoperta critica della produzione astratta dell’artista. Dall’originale, conservato in una collezione privata milanese, Melotti trasse nel 1968 quattro esemplari; la prova d’artista oggi conservata al Museo del Novecento fu donata alle Civiche Raccolte nel 1979 insieme al nucleo delle prove d’artista realizzate per la mostra antologica di Palazzo Reale.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039911
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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