Scultura n. 16. composizione astratta
rilievo
1935||1968 - 1935||1968
Melotti, Fausto (1901-1986)
1901-1986
Bassorilievo astratto geometrico in gesso a sviluppo quadrato. La superficie è animata da differenti elementi circolari ed ellittici ottenuti mediante incisione, bassorilievo e altorilievo. Nella fascia inferiore si dispongono regolarmente due file parallele di semisfere incavate, mentre nella parte superiore una sequenza di dischi circolari in rilievo definisce una composizione ellittica. Sul lato destro compare un’ellisse incisa a doppia linea con asse mediano interno, inclinata diagonalmente rispetto al campo. L’opera si caratterizza per il raffinato equilibrio tra modularità geometrica, effetti luminosi e variazioni di profondità.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO rilievo
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MATERIA E TECNICA
gesso
- AMBITO CULTURALE Ambito Italiano
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ATTRIBUZIONI
Melotti, Fausto (1901-1986)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
- LOCALIZZAZIONE Arengario
- INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1935, "Scultura n. 16" appartiene al nucleo delle opere astratte concepite da Fausto Melotti negli anni della sua adesione alle ricerche razionaliste e all’ambiente dell’astrattismo milanese gravitante intorno alla Galleria del Milione. L’opera evidenzia la volontà dello scultore di superare la tradizionale concezione plastica della scultura attraverso una costruzione fondata su modularità, ritmo e relazioni spaziali, in equilibrio tra sensibilità musicale e rigore geometrico.\nLa superficie quadrata del bassorilievo è organizzata mediante tre distinti nuclei compositivi: le due file regolari di semisfere incavate lungo il margine inferiore, la successione ellittica di dischi in rilievo collocata nella parte centrale e l’ellisse incisa sulla destra. L’alternanza tra incisione, bassorilievo e altorilievo genera una complessa vibrazione luminosa che modifica continuamente la percezione della profondità. La composizione si basa sulla ripetizione del modulo circolare, impiegato non come semplice elemento seriale ma come strumento per creare rapporti di “relazione e contiguità” tra le diverse parti dell’opera. Particolarmente evidente è il riferimento musicale che attraversa molte opere astratte di Melotti: la doppia fila di cerchi inferiori assume il valore di una scansione ritmica regolare, mentre la disposizione ellittica degli elementi in rilievo introduce una variazione assimilabile a una frase musicale o a un movimento melodico. Lo stesso andamento della composizione suggerisce una sorta di partitura visiva nella quale pause, ripetizioni e variazioni modulano lo spazio secondo principi armonici più che rappresentativi.\nEsposta alla personale della Galleria del Milione del 1935, "Scultura n. 16" venne presentata anche alla VI Triennale di Milano del 1936, all’interno della celebre “stanza per un uomo” progettata da Luigi Figini e Gino Pollini, dove appariva sospesa alla parete come un elemento integrato all’architettura razionalista. L’opera testimonia così il tentativo, condiviso da Melotti, di instaurare un dialogo tra arti visive, architettura e musica nel quadro delle avanguardie italiane degli anni Trenta.\nDall’opera originale, conservata in una collezione privata milanese, Melotti trasse nel 1968 quattro esemplari. La prova d’artista oggi conservata al Museo del Novecento entrò nelle Civiche Raccolte d’Arte nel 1979, in occasione della donazione del nucleo di opere realizzate dall’artista all’indomani della mostra antologica di Palazzo Reale.\n\n- Roberto Pini\n
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039909
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2006
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2018||2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0