Scultura n. 21. composizione astratta

scultura 1935||1968 - 1935||1968

Scultura astratta modulare in acciaio inox costituita da una struttura tridimensionale a griglia formata da sottili aste metalliche. Il volume è suddiviso in dodici compartimenti disposti su tre livelli; al centro di alcuni moduli sono sospese sfere metalliche cromate e dischi circolari collegati tramite sottili tondini d’acciaio

  • FONTE DEI DATI Regione Lombardia
  • OGGETTO scultura
  • MATERIA E TECNICA acciaio inox
  • ATTRIBUZIONI Melotti, Fausto (1901-1986)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
  • LOCALIZZAZIONE Arengario
  • INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Realizzata nel 1935, "Scultura n. 21" appartiene alla stagione astratta di Fausto Melotti sviluppata negli anni Trenta nel contesto delle ricerche razionaliste e del dialogo con l’avanguardia europea. L’opera è costruita come una rigorosa struttura modulare a griglia, all’interno della quale elementi sferici e dischi metallici introducono variazioni ritmiche e percettive capaci di attenuare la severità geometrica della composizione con un inatteso accento poetico.\nLa scultura rivela l’interesse di Melotti per i rapporti tra matematica, musica e costruzione spaziale, derivato tanto dalla formazione ingegneristica al Politecnico di Milano quanto dalla frequentazione dell’ambiente della Galleria del Milione, centro fondamentale per la diffusione della cultura astratta e razionalista. La successione modulare delle sfere e dei dischi all’interno della griglia metallica richiama infatti l’andamento di una partitura musicale, nella quale pieni e vuoti, pause e ripetizioni costruiscono un ritmo visivo assimilabile a quello del pentagramma. Come spesso nelle opere astratte dell’artista, anche in Scultura n. 21 la composizione nasce da una logica di variazione e contrappunto, traducendo nello spazio principi di armonia e scansione musicale. Il motivo della griglia trasparente richiama inoltre le ricerche architettoniche del Razionalismo italiano, mentre la disposizione modulare degli elementi evidenzia il principio di variazione seriale tipico della poetica dell’artista. Presentata nella personale milanese del 1935, l’opera fu successivamente scelta da Enrico Crispolti per la mostra "Aspetti dell’arte contemporanea" all’Aquila nel 1963, contribuendo alla riscoperta critica dell’opera astratta di Melotti. L’originale in ferro nichelato venne replicato dall’artista nel 1968 in tre esemplari in acciaio inox; la prova d’artista oggi conservata al Museo del Novecento fu donata alle Civiche Raccolte nel 1979 insieme al nucleo delle prove d’artista realizzate per la mostra antologica di Palazzo Reale.\n\n- Roberto Pini
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039908
  • ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
  • DATA DI COMPILAZIONE 2006
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2018||2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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