Torso di giovanetto. torso maschile
scultura
1928 - 1929
Martini, Arturo (1889-1947)
1889-1947
Scultura in bronzo raffigurante un torso maschile giovanile, privo di arti superiori e inferiori, troncato superiormente all’altezza della testa e inferiormente a livello dei glutei. La figura è resa dal lato dorsale, con accentuazione della struttura anatomica della schiena, evidenziata da una modellazione sintetica e continua. La superficie presenta una tessitura irregolare e vibrante, con segni evidenti della lavorazione plastica. Il volume è compatto, leggermente rastremato verso la parte inferiore, con andamento verticale e impostazione statica.
- FONTE DEI DATI Regione Lombardia
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
Bronzo
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ATTRIBUZIONI
Martini, Arturo (1889-1947)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Area Musei d'Arte Moderna e Contemporanea
- LOCALIZZAZIONE Arengario
- INDIRIZZO Piazza del Duomo, Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Torso di giovinetto (1928) costituisce una delle più originali invenzioni di Arturo Martini, sorprendente nel contesto di una produzione generalmente attenta alla dimensione narrativa. L’artista rinuncia qui a ogni ambientazione e riduce la rappresentazione al solo dorso di una figura maschile, mutilata delle braccia e troncata all’altezza della testa e dei glutei. Tale scelta, solo apparentemente antinarrativa, risponde a una precisa intenzione espressiva: Martini stesso osservò come, durante la modellazione, la resa dei muscoli non funzionasse più in senso anatomico ma “come descrizione panoramica di un mondo, cioè tra soste, montagne, avvallamenti”, trasformando la superficie del corpo in una sorta di paesaggio naturale.\nIl tema del troncamento, pur non inedito (si vedano le sperimentazioni di Adolfo Wildt in chiave antirealistica), assume in Martini un carattere autonomo e radicale, accentuato dall’insolita scelta di tagliare il capo ben oltre l’attaccatura dei capelli. In tale soluzione si è ipotizzata anche una suggestione della cosiddetta Psiche di Capua, vista dall’artista al Museo Archeologico di Napoli durante il viaggio in Campania del 1927.\nEseguita a Vado Ligure, l’opera fu presentata per la prima volta nel 1932 a Firenze, in occasione della mostra personale di Martini a Palazzo Ferroni. Dalla terracotta originale, oggi conservata alla Tate Gallery di Londra, l’artista ricavò uno stampo in gesso per ottenere ulteriori esemplari; successivamente intervenne su una versione appartenente a Raffaello Giolli, ampliando il bacino e il costato per accentuare la tridimensionalità. Da questa seconda elaborazione derivano i bronzi fusi dalla Fonderia MAF di Milano per gli eredi Giolli; uno di questi esemplari entrò nelle Civiche Raccolte milanesi nel 1953.
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0302039837
- ENTE SCHEDATORE R03/ Museo del Novecento
- DATA DI COMPILAZIONE 2006
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2018||2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0