Retablo dell'Annunciazione

retablo, ca 1410 - ca 1410
Joan Mates (attribuito)
notizie 1391/ 1431

Retablo

  • OGGETTO retablo
  • MATERIA E TECNICA legno di pioppo/ pittura a tempera
  • MISURE Altezza: 237
    Larghezza: 260.5
  • ATTRIBUZIONI Joan Mates (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Pinacoteca Nazionale
  • LOCALIZZAZIONE Pinacoteca Nazionale
  • INDIRIZZO Piazza Arsenale 1, Cagliari (CA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il Retablo dell'Annunciazione, prima espressione dell'arte catalana in Sardegna, si trovava ancora nella chiesa francescana nel 1861, quando il canonico G.Spano, il primo a darci notizie dell'opera, la descrisse completa di tre tavole oggi perdute. Dopo il crollo della chiesa le parti superstiti del polittico furono trasferite prima nei locali dell'Università e poi nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari dove furono ricomposte nel 1946 da R.Delogu che reintegrò nell'opera anche la tavola raffigurante l'Annunciazione inizialmente ritenuta estranea alla composizione del retablo. L'opera, in origine genericamente ascritta a seguace del Borrassà e successivamente al Maestro di Penafel, è oggi attribuita con sicurezza a Joan Mates. Il primo ad identificare il cosìdetto Maestro di Penades con Joan Mates fu nel 1948 il De Lasarte; la sua geniale intuizione fu subito ripresa e abilmente sfruttata dal Madurell con la pubblicazione di una serie di documenti che hanno permesso di ricostruire il corpus dei dipinti dello stesso Mates, tra i quali bisogna ricordare almeno il Retablo dei SS. Martino e Ambrogio nella cattedrale di Barcellona (1411-1415), la tavola centrale del Retablo di S.Sebastiano della Pia Almoina, ora al Museo Nazionale d'Arte della Catalogna (1417-1418), e la tavola centrale, ora distrutta, del Retablo della Madre di Dio a Vilarodona (1422). L'attribuzione dell'opera al Mates sembrerebbe confermata dal fatto che la cappella dove era collocato in origine il politico era patronato dei di Dono, citato insieme al Mates in un documento patrimoniale del 1403, oppure da quel Guido di Dono morto nel 1410, la cui lastra tombale, ora nella Pinacoteca Nazionale, si trovava inizialmente proprio nella cappella dell'Annunciata dove il facoltoso mercante fu sepolto nello stesso 1410. In quest'ultimo caso verrebbe confermata anche la tradizionale e più acceditata collocazione cronologica dell'opera anche se va ricordato che nè per la datazione nè per la committenza della nostra pala esistono fonti documentarie precise. Per quanto riguarda il periodo di esecuzione, tuttavia, l'approssimazione al 1410 è ulteriormente avvalorata da alcuni particolari stilistici in base ai quali è lecito supporre che il Mates abbia realizzato il Retablo aooena conclusa la sua formazione artistica avvenuta probabilemnte nella bottega di Pere Serra, e quindi proprio intorno al 1410, considerato che il pittore dovette rilevare l'atelier del maestro nel 1408 assumendo poi le prime commissioni un proprio a partire dal 1409. Nel polittico, infatti, pur essendo ancora evidente l'influenza del Serra e del Borrassà, appare ormai pienamente superata la stretta dipendenza dai modi compositivi dei due spagnoli. Si tratta dell'unica opera del Mates presente in Sardegna, anche se la Serra non esclude una provenienza sarda della S.Eulalia oggi all'Accademia di Venezia. Per il posto di rilievo che occupava nel S.Francesco di Stampace l'esempio dell'artista catalano svolse comunque un ruolo importante per la penetrazione e la diffusione in Sardegna della nuova corrente del Gotico Internazionale elaborata nel Nord Europa
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000135155
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006

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