Retablo del Giudizio Universale

retablo, 1500 - 1599
Di Olzai (attribuito)
notizie sec. XVI

retablo

  • OGGETTO retablo
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera/ doratura
  • ATTRIBUZIONI Di Olzai (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Pinacoteca Nazionale
  • LOCALIZZAZIONE Pinacoteca Nazionale
  • INDIRIZZO Piazza Arsenale 1, Cagliari (CA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE I due frammenti del Retablo si trovano nella Pinacoteca Nazionale dal 1929. L'autore, probabilmente locale, è noto con la denominazione convenzionale di Maestro di Olzai dal centro in cui è conservato il Retablo della Peste che è l'unica opera sicura dell'artista. Ad attribuire per primo i due frammenti del Retablo del Giudizio Universale allo stesso autore del Retablo della Peste della chiesa olzanese di Santa Barbara fu il Delogu nel 1945, anno in cui formulò anche la nota ipotesi di identificare il Maestro di Olzai con Antonio Cavaro, capostipite della famosa famiglia di pittori cagliaritani che formòla cosidetta Scuola di Stampace, bottega egemone in Sardegna per tutto il Cinquecento. Joan Ainaud de Lasarte attribuisce invece a Lorenzo Cavaro, e non ad Antonio, sia il Retablo della Peste sia quello del Giudizio, considerando impossibile datare il polittico olzanese prima del 1482 anno della morte di Antonio. Allo stato attuale della conoscenza non è purtroppo possibile confermare o smentire nessuna delle due ipotesi, che rimangono verosimili ma non verificabili, per cui l'unico dato certo è l'effettiva affinità stilisticafra le due opere note del Maestro di Olzai e le prime prove di bottega stampacina. Rispetto al retablo della Peste, databile posteriormente al 1477, quello del Giudizio segna l'evoluzionenel percorso artistico del Maestro per la nuova attenzione alla prospettiva e alla definizione plastica dei volumi completamente assente nel retablo di Olzai. Secondo il Delogu tale evoluzione dipenderebbe dalla straordinaria influenza esercitata sull'ambiente artistico sardo della seconda metà del Quattrocento dal Maestro di Castelsardo, da cui deriverebbe anche la sostituzione, nei due protagonisti dell'Annunciazione e nei SS.Matteo e Antonio Abate, delle aureole bulinate con quelle a cerchi concentrici caratteristiche appunto del Maestro di Castelsardo che a sua volta la desumeva dall'iconografia catalana. Di fatto, in virtù di questa maturazione artistica, ma tenendo anche conto di evidenti riferimenti a dipinti valenzani del Tardo Quattrocento, il Delogu propose di datare approssimativamente il retablo in questione al 1500, collocazione cronologica che risulta tutt'oggi la più convincente. In assenza di qualsiasi tipo di documentazione è purtroppo impossibile avere conoscenze più precise sul nostro autore e sulle due opere a lui attribuite. Rimane tuttavia la possibilità di identificare nel Maestro di Olzai l'iniziatore di quella corrente pittorica popolaresca, volta a soddisfare le ingenue richieste di una committenza poco preparata culturalmente e fortemente connotata in senso didascalico-devozionale, che, fiorita nella seconda metà del Cinquecento, avrebbe poi goduto di larga fortuna fino al Settecento. Caratteristiche peculiari del linguaggio pittorico del Maestro di Olzai sono, infatti, l'immediatezza narrativa ed il vivace realismo con cui rende facilemnte accessibili alla comprensione popolare repertori iconografici sia iberico-fiamminghi sia italiani
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000135156
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006

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