Elementi decorativi derivati da forme geometriche, architettoniche e vegetali, San Nicola, Ostensorio (altare - a mensa, opera isolata) di Giacomo Amato (bottega), Antonino Miloro Amato (bottega), Nicola Anastasi (attribuito) (ca XVIII-XIX)

altare a mensa
Giacomo Amato (bottega)
1703-1770/post

L'altare è preceduto da un'ampia pedana dal profilo mistilineo composta da tre gradini con frontali in marmo rosso venato in cui sono inseriti motivi floreali quadripetali in marmo scuro. Il pavimento della pedana è intarsiato in marmi policromi con motivi derivati da forme vegetali stilizzate e riserve geometriche mistilinee delimitate da fasce in marmo scuro. Al centro dell'ultimo gradino, davanti alla mensa, vi è una decorazione geometrica intarsiata centrale, entro riserva circolare, a stelle sovrapposte e traslate, forse una sorta di rappresentazione della "rosa dei venti" purtroppo non ben leggibile a causa della quasi totale abrasione della superfice. La mensa è pressoché parallelepipeda anche se con profilo del paliotto mistilineo e angoli anteriori smussati in cui, verticalmente, si trovano due robusti modiglioni in marmo bianco scolpito con volute contrapposte terminanti a ricciolo. Il paliotto presenta una parte centrale aggettante a forma di scudo a volute geometriche con al centro una formella ovoidale, attorniata da valve di conchiglia, con la raffigurazione a basso rilievo di un ostensorio. Il piano superiore della mensa, in marmo bianco con orlo modanato, presenta un elegante sottopiano a lambrecchini in commesso policromo. I laterali della mensa propongono una semplice riserva geometrica lastronata mentre le paraste laterali, rientrate rispetto alla mensa, hanno una formella centrale ovale, delimitata da cornici modanate, con al centro la figura a bassorilievo di San Nicola in piedi con il braccio destro alto benedicente, bacolo inciso sulla sinistra e due bambini in basso, quest'ultimi presenti solo nella formella della parasta di sinistra. La parte superiore del corpo dell'altare, rialzata da semplice gradino lastronato in marmo screziato, presenta la parte centrale aggettante in cui trova posto il tabernacolo con frontale a tempietto con duplici lesene in marmo scuro per lato, provviste di basi e capitelli dorati, e sportellino centrale centinato in legno scolpito a bassorilievo e dorato, con fondo punzonato, raffigurante un vaso biansato da cui fuoriescono motivi vegetali simmetrici e fiore centrale . Ai lati del tabernacolo, in posizione rientrata, due lastre intarsiate con motivi geometrici in marmo scuro e verde su fondo lastronato in marmo giallo, con rosetta centrale in legno intagliato e dorato, racchiuse da cornici modanate e intarsiate a foglioline stilizzate in marmo scuro venato

  • OGGETTO altare a mensa
  • ATTRIBUZIONI Giacomo Amato (bottega): marmoraio
    Antonino Miloro Amato (bottega): architetto/disegnatore
    Nicola Anastasi (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di San Nicola
  • INDIRIZZO via Duomo, s.n.c, Roccavaldina (ME)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Da notizie rintracciate presso i registri contabili dell'archivio storico della parrocchia (vedi campi FNT 1/2/3 e BIB: Pandolfo) nel 1765 era stata commissionata al "marmoraro" messinese Giacomo Amato la realizzazione del paliotto, della pedana e della scalinata in marmo dell’altare maggiore della Chiesa Madre. L'artista in questione, omonimo del più famoso Giacomo Amato (1643-1732) architetto palermitano, è identificabile con uno dei componenti della famiglia di marmorai e scultori di origine messinese degli Amato. Figlio di Antonino, che dopo il terremoto del 1693 si trasferirà a Catania insieme al padre Giovanni Maria dove parteciperà ad importanti e prestigiose opere della città (Monastero dei Benedettini, Palazzo Biscari, Università, Ospedale di S. Marco) e in provincia (Biancavilla), Giacomo nasce nella città etnea intorno al 1703. Poche le notizie sulla sua attività che si svolse inizialmente, senza ombra di dubbio, all'interno della bottega paterna. Lo ritroviamo, infatti, nel 1738 a Messina, insieme al padre e ai fratelli Domenico, Francesco, Giovanni Maria e Carmelo, per realizzare il pavimento in marmo bianco, mischio di Taormina e bardiglio nella chiesa di S. Anna (vedi BIB: Calogero). Sempre nel 1738 realizza un paliotto marmoreo per la confraternita del SS. Sacramento di Monforte San Giorgio e sembra che gli sia attribuibile anche l'altare maggiore della chiesa di S. Giorgio della medesima cittadina (vedi BIB: Pandolfo). Sempre dai registri parrocchiali apprendiamo, tuttavia, che nel 1858 viene commissionato ai messinesi Antonino Miloro Amato, marmoraio, e Nicola Anastasi, architetto, la realizzazione di un nuovo altare maggiore "alla Romana" che verrà consegnato nell'aprile del 1859 (vedi FNT/5/6 e BIB: Pandolfo). Le motivazioni di questa presunta sostituzione dell'altare a distanza di neanche cento anni da quello commissionato a Giacomo Amato sono da ricercare, forse, ancora nelle conseguenze degli ingenti danni che la Chiesa Madre di Roccavaldina subì nel terremoto del 1783, di cui si trovano numerose tracce tra i documenti dell'archivio storico parrocchiale. Proprio quest'ultimi, tra l'altro, ci informano che pochi giorni dopo le due scosse principali del sisma, furono smontati i marmi della pedana e della scalinata dell'altare maggiore per conservarli (vedi: FNT/4). Possiamo quindi ipotizzare, confortati dall'analisi stilistica, che negli anni successivi questi elementi, espressamente conservati non a caso, furono ricollocati alla base dell'altare attualmente esistente. Relativamente alla mensa, stilisticamente sembrerebbe riferirsi ad epoca barocca, così come la decorazione a lambrecchini intarsiati dell'orlo del piano, a meno che non si tratti di un improbabile lavoro "in stile" effettuato da Miloro Amato e Anastasi nel XIX secolo che ricalcava il modello settecentesco precedente. Decisamente più tarda appare, invece, la struttura superiore alla mensa compreso il tabernacolo ascrivibile, senza dubbio, al XIX secolo, come in parte ci conferma la documentazione d'archivio relativamente alla realizzazione dell'interno e dello sportello del tabernacolo (vedi: FNT/6)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900425495
  • DATA DI COMPILAZIONE 2025
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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