Ciclo di affreschi della volta della navata
decorazione pittorica
1636 - 1640
Corenzio Belisario (e Aiuti)
1557 ca./ 1646 ca
Ciclo di affreschi inquadrato da una ricca decorazione plastica. Fascia centrale: cinque affreschi entro cornici rettangolari (due maggiori e tre minori); raccordo tra la fascia centrale e le strombature delle finestre: dieci affreschi - cinque per lato - entro cornici mistilinee; strombature delle finestre: dieci affreschi - cinque per lato - entro cornici con terminazioni cuspidate; finestre maggiori della volta: sei affreschi - tre per lato - entro lunettoni finestrati
- OGGETTO decorazione pittorica
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MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura a fresco
- AMBITO CULTURALE Ambito Napoletano
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ATTRIBUZIONI
Corenzio Belisario (e Aiuti): pittore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE chiesa di Santa Maria della Sapienza
- INDIRIZZO Via Santa Maria di Costantinopoli, 38, Napoli (NA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La decorazione pittorica della chiesa di Santa Maria della Sapienza fu eseguita tra il 1636 e il 1640, come attestano una serie di pagamenti - pubblicati da Francesco Bonazzi nel 1888 - a Belisario Corenzio, protagonista indiscusso della produzione meridionale ad affresco per oltre un trentennio, dal 1590 al 1646 (anno presunto della morte). Alla Sapienza il maestro, ormai ottantenne, eseguì gli affreschi della volta della navata, quelli della cupola e della crociera, mentre la decorazione pittorica del coro delle monache, che le fonti attribuivano sempre a Corenzio per un errore tramandato dal De Dominici, sono stati restituiti a Cesare Francanzano (Bonazzi 1888, p. 4). «Tutti questi dipinti, essendo eseguiti nella inoltrata età di questo emerito frescante», scrive Luigi Stabile nel 1888, «se non trovansi di quella grande perfezione delle altre sue opere, pure scorgesi in essi la sua valentìa in tale genere di lavoro, per la grandiosità di stile, e la vasta immaginazione»; in effetti, gli affreschi della Sapienza, molto guasti e ridipinti, non sono considerati tra gli esiti più felici dell’artista che, nel corso della sua prolifica attività di frescante, dimostrò notevoli capacità progettuali e organizzative della bottega, impegnata in diverse imprese decorative di chiese e complessi conventuali. All’indomani del ciclo dei Santi Severino e Sossio (1609-1615) e di quello di Santa Maria di Costantinopoli (1614), Belisario Corenzio si confrontò con le prove da frescante di Battistello Caracciolo e con quelle di altri suoi giovani allievi, Onofrio e Andrea De Lione: così, secondo Pierluigi Leone de Castris, le imprese decorative dagli anni venti del XVII secolo in poi, mostrano «[…] l’ovvia incapacità dell’artista a trasformarsi in un frescante “naturalista”», resa evidente anche dal confronto con la «decorazione “riformata” di Giovanni Balducci» (Leone de Castris 1991, II, pp. 209-210). Per la decorazione ad affresco della «nova Chiesa» il monastero della Sapienza corrispose a Belisario Corenzio complessivamente 2500 ducati: i documenti registrano i pagamenti all’artista dal 1636 al 1640, benché i lavori sarebbero dovuti terminare entro un paio d’anni
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500951499-0
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli
- ENTE SCHEDATORE Direzione centrale degli affari dei culti e per l'amministrazione del Fondo Edifici di Culto
- DATA DI COMPILAZIONE 2024
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0