Santa Cecilia
dipinto
formato rettangolare
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Romano
- LOCALIZZAZIONE Roma (RM)
- INDIRIZZO Europa, ITALIA, Lazio, RM, Roma, Roma (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Nella tela è raffigurata santa Cecilia nell’atto di suonare l’organo accompagnata da putti, di cui uno le sta offrendo una corona di rose. La sua provenienza dall’antico ospizio è confermata dalla menzione negli inventari della collezione, dove si indica “copia da un originale XIX secolo” (1949, n.15; 1958/62, n.356; 1997 n.35). Nonostante le ricerche sul prototipo da cui venne tradotta la copia non hanno al momento avuto frutti, si può ipotizzare che l’esecuzione del dipinto, dall’accurata resa pittorica, si da attribuire a uno degli allievi della scuola di pittura dell’istituzione, che ha immortalato la celebre patrona della musica, la cui chiesa e sepolcro, si trovava alle spalle dell’istituto nello stesso rione di Trastevere. La vicenda di Cecilia e la musica deriva da una lettura corrotta della sua Passio, fonte principale per la ricostruzione della sua storia. Cecilia, appartenente a una ricca e nobile famiglia, dopo aver abbracciato il Cristianesimo e convertito il marito Valeriano, venne martirizzata per tre giorni nel calidarium sotterraneo della sua casa; scaduto il terzo giorno non ancora soffocata dai caldissimi vapori, i suoi aguzzini la decapitarono (230 d.C. ca). La tradizione vuole che durante il supplizio la fanciulla cantasse, motivo che la legò appunto alla musica, divenendo in questo modo la patrona di tutti i musicisti e cantori. L’iconografia della santa si stabilizzerà nel corso del XV secolo, quando l’organo diventa il suo attributo tradizionale, rappresentando lo strumento attraverso il quale ella entra in contatto con l’armonia delle sfere, motivo che la vede spesso affiancata da angeli, mediatori del divino. La fortuna dell’immagine della patrona della musica avrà un notevole incremento grazie al ritrovamento, il 20 ottobre del 1599, del suo corpo incorrotto nella basilica di Trastevere, costruita già nel IV secolo sulla sua casa, grazie anche al capolavoro scultoreo di Stefano Maderno (1600, sul ritrovamento v. H. Economopoulos, Stefano Maderno scultore 1571 ca.-1636. I maestri, la formazione, le opere giovanili, Roma 2014). Questo infatti raffigura la santa nell’identica posizione del momento della scoperta, con la testa reclinata per i tre colpi della mannaia e con i capelli chiusi in un turbante, elemento poi consueto nella sua iconografia e presente anche nell’opera in esame, dove i putti partecipano al concerto divino seguendo le note sul pentagramma. Si noti l’attenzione prestata ai dettagli dei gioielli e dell’abbigliamento che, eseguiti secondo la moda del tempo, presumibilmente nel corso del XVII secolo, sottolineano l’appartenenza della fanciulla a una ricca famiglia. La corona di rose, bianche e rosa, che le porge il putto, assieme al ramo di palma, si riferiscono poi al martirio che Cecilia subì per giorni, mantenendo tuttavia salda la sua fede
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201389490
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0