ultima cena; angeli (tabernacolo) di Vigni Corrado (secondo quarto sec. XX)
tabernacolo
1934 - 1934
Vigni Corrado (1888-1889/ Notizie Fino Al 1934)
1888-1889/ notizie fino al 1934
Tabernacolo di bronzo con scena a rilievo dell'Ultima Cena circondante sportello a doppia anta dorata con angeli a rilievo
- OGGETTO tabernacolo
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ATTRIBUZIONI
Vigni Corrado (1888-1889/ Notizie Fino Al 1934)
- LOCALIZZAZIONE Roma (RM)
- INDIRIZZO Europa, ITALIA, Lazio, RM, Roma, Roma (RM)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Già Prandi notava come nell'Ultima Cena del Vigni " la pluralità dei gesti, la ricchezza dei panneggi, na nervosità del modellato "avessero determninato nella composizione una prevalenza di pittoricismo rispetto ai più nitidi valori plastici. Questi ultimi caratterizzano buona parte dell'intera produzione di Vigni sia precedente che successiva (rilievi della Città Universitaria) alla commissione di Cristo Re e si riflettono nelle forme dei due angeli sugli sportelli del tabernacolo. Risulta, quindi, bene esemplificata in quest'opera dello scultore fiorentino la duplicità del suo atteggiamento. Laddove il soggetto è caratterizzato da una forte carica narrativa (si veda anche il Battesimo di Cristo, in questa stessa chiesa), Vigni elabora l'immagine con grande espressività definendo - in considerazione anche del luogo per cui l'opera è destinata - un chiaro ed efficace rapporto comunicativo tra l'opera e lo spettatore. Quando invece il soggetto di caratterizza come simbolo e come puro elemento decorativo, come nel caso degli angeli, le forme vengono sintetizzate e definite da volumi più nitidi e regolari. In tal senso il confronto diventa ancora più calzante osservando la differenza (Prandi, p. 61) tra la macilenta figura del Cristo del tabernacolo con la resa plastica di quella realizzata da Funi e Martini, le quali, sia pure con diverse sfumature, svolgono una più accentuata funzione simbolica. Il richiamo di Vigni alla tradizione italiana è evidente e si potrebbe dire del tutto naturale, essendo nato a Firenze e da padre orafo. Nella carriera dell'artista vi fu una parentesi parigina e un contatto con i futuristi di La Voce e L'Acerba, ma, con il successivo ritorno all'oridne, Vigni si affidò nuovamente alla guida degli artisti italiani del Rinascimento. Come Biagini, Vigni dimostra in Cristo Re la capacità di adattarsi a differenti esigenze interpretative, sempre traendo dall'arte del passato gli spunti che lo conducono al raggiungimento dei propri scopi. Cfr. Arioli G., Considerazioni dul tempio di Cristo Re a Roma, in "Arte Cristiana", 23, 1935, p. 179; Piacentini M., Prandi A., Zambetti B., Tempio di Cristo Re, (Le chiese di Roma illustrate, 65), Roma 1961, pp. 29, 56, 61, 65
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1200249717
- DATA DI COMPILAZIONE 1990
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
- ISCRIZIONI in alto sopra la Cena - REGI SAECULORUM IMMORTALI ET/ INVISIBILI SOLI DEO HONOR ET GLORIA - lettere capitali - a rilievo - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0