Madonna con Bambino e santi (dipinto, opera isolata) di Basaiti Marco (attribuito) - ambito veneziano (primo quarto sec. XVI)

dipinto
Basaiti Marco (attribuito)
1470 ca./ post 1530

tavola dipinta

  • OGGETTO dipinto
  • AMBITO CULTURALE Ambito Veneziano
  • ATTRIBUZIONI Basaiti Marco (attribuito): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria Nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tavola raffigura la Madonna con il Bambino tra due santi, uno dei quali è facilmente riconoscibile come il Battista, con la veste di pelli, il bastone lungo ed esile terminante con la croce e l'indice che punta verso Gesù. La santa a destra, assorta nella lettura, non è facilmente identificabile, ma si suppone possa essere Maria Maddalena, per alcuni suoi tipici attributi come il lungo abito rosso e il libro nel quale si perde in meditazione. Non compare, tuttavia, la lunga chioma, attributo iconografico tipico della Maddalena, che tuttavia si ipotizza sia stata sapientemente racchiusa nell'elegante acconciatura dalla quale, però, sfuggono alcune ciocche di capelli. Il Bambino alza il braccio per accarezzare la madre in una dolce interpretazione del modello occidentale della "Madonna Eleusa", meglio nota come Madonna della tenerezza. Sullo sfondo, poco sopra la testa della santa lettrice, vi sono tre personaggi intenti a salire un ripido crinale in una scena dalla lettura enigmatica, che ricorda esempi giorgioneschi, ma sicuramente cristologica. Probabilmente sono tre pellegrini, come lascerebbe supporre la dotazione di quello che sembra il più anziano dei tre, già sulla cima del colle, che porta con sé un bastone da pellegrino con una bisaccia e che sembra ammonire e guidare gli altri due compagni sulla via più sicura per salire. Il dipinto, di sicuro ambito veneziano, venne attribuito già dal Venturi all'opera tarda di Marco Basaiti sulla base di un confronto stilistico con una tavola di analogo soggetto conservata presso la Galleria Crespi di Milano (Venturi 1915, p. 616). Le figure morbide, il paesaggio dettagliato, con tanto di enigmatico episodio di genere sullo sfondo lo mettono in diretto confronto con la pittura di Giorgione, con il quale non si esclude che l'artista entrò probabilmente in contatto nei primi anni del XVI secolo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100368914
  • NUMERO D'INVENTARIO DE 228
  • DATA DI COMPILAZIONE 2016
  • DATA DI AGGIORNAMENTO Galleria
    2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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