Ritratto di Federico da Montefeltro con Guidubaldo bambino

dipinto 1476/ 1477

Tavola dipinta

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tavola/ pittura a tempera
  • MISURE Altezza: 143 cm
    Larghezza: 88 cm
  • ATTRIBUZIONI Berruguete Pedro (attribuito): pittore
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Melozzo Da Forlì
    Giusto di Gand
    Petrus Hispanus
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Duca Federico, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto raffigura il duca Federico da Montefeltro in armatura, seduto su una sedia ornata. Accanto a lui, il figlio Guidubaldo, ancora bambino, è ritratto in piedi, con un abbigliamento elegante. La meticolosa esposizione di emblemi e insegne di padre e figlio, ne fa un tipico esempio di ritratto dinastico, caratterizzato da una particolare attenzione alla gestualità e all’abbigliamento. Federico indossa l’armatura con una stola di ermellino, sulla quale si vede il collare dell’ordine dell’Ermellino, conferitogli dal Re di Napoli, e porta sulla gamba sinistra il simbolo dell’Ordine della Giarrettiera, ricevuto dal Re d’Inghilterra; a terra l’elmo chiuso e il bastone del comando. La mitra tutta di perle donata dal sultano di Persia è posta sulla mensola. Il duca è rappresentato seduto mentre legge un manoscritto rilegato in cuoio rosso. Accanto a lui il figlioletto Guidubaldo, futuro duca d'Urbino, impugna lo scettro di gonfaloniere della Chiesa, simile per le forme al candelabro fuso nel 1476 da Francesco di Giorgio Martini per il Duomo di Urbino. L’opera denota una particolare attenzione al dettaglio e ai riflessi luminosi, i colori sono vibranti e sono studiati per adeguarsi alle caratteristiche della luce nell’area interessata. Le ombre sono fatte ispessendo i toni o aggiungendo pigmenti scuri. L’artista costruisce il dipinto con uno scorcio accentuato, dimostrando una eccellente padronanza della resa prospettiva, testimoniata anche dall'intelaiatura della stanza e dal soffitto, dove sono presenti lacunari lignei scorciati. Il dipinto, pur appartenendo al contesto originario del Palazzo, fu asportato dal Cardinale Barberini nel 1631 in seguito alla devoluzione del Ducato allo Stato Pontificio. Ritornò nel luogo di origine nel 1934, quando venne acquistato dallo Stato insieme ai 14 'Uomini Illustri' dello Studiolo. Forse destinato ad un ambiente di rappresentanza, il doppio ritratto fu ordinato dal Duca Federico intorno al 1476-77 (Guidubaldo non dimostra più di quattro o cinque anni) e si considera un tipico esempio di 'ritratto dinastico', dal momento che presenta una particolare cura nella gestualità, nell'abbigliamento e nella raffigurazione di emblemi e insegne dei Montefeltro. La tavola ha avuto diverse attribuzioni, da Melozzo da Forlì a Giusto di Gand; ad oggi l’attribuzione storicamente più affermata a Pedro Berruguete non è accettata concordemente dalla critica. L’opera venne attribuita a Pietro Berruguete a partire dagli anni Venti dopo che tre importanti storici dell’arte (Carlo Gamba, Juan Allende-Salazar e Roberto Longhi) concordarono nell’identificare il “Petrus Hispanus” nominato in un atto notarile redatto ad Urbino con Pedro Berruguete. Sempre più numerose però sono le voci che non identificano le due figure e che attribuiscono l’opera a Petrus Hispanus che lavorò alla corte urbinate, distinguendolo da Pedro Berruguete
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100264128
  • NUMERO D'INVENTARIO inv. 1990 D 56
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria Nazionale delle Marche
  • ENTE SCHEDATORE Galleria Nazionale delle Marche
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • ISCRIZIONI sullo scettro - PO(N)TIFEX - a pennello -
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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