Madonna in trono con Bambino (dipinto, opera isolata) di Nuzi Allegretto (terzo quarto sec. XIV)

dipinto

Tavola dipinta a tempera

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Nuzi Allegretto (1316-20/ 1373): pittore
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Galleria nazionale delle Marche
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo ducale
  • INDIRIZZO Piazza Rinascimento, 13, Urbino (PU)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La tavola di Allegretto Nuzi, firmata e datata 1372, viene segnalata da Amico Ricci nel 1834 presso la raccolta di Alessandro Castrica a Fabriano, successivamente Joseph Archer Crowe e Giovanni Battista Cavalcaselle la registrano nel 1864, nella stessa città, presso la collezione della famiglia Fornari. Quest’ultima la vende nel 1914 allo Stato, che l’assegna alla neonata Regia Galleria Nazionale delle Marche. La tavola, è una delle opere più tarde e significative di Allegretto Nuzi, uno dei massimi rappresentanti della pittura marchigiana della seconda metà del XIV secolo. Formatosi nella bottega del Daddi e influenzato dalla pittura fiorentina e senese, l'artista viene considerato un anticipatore del gotico fiorito per la consuetudine di usare ori e preziosismi nelle sue opere migliori. Restaurata da Gualtiero e Riccardo De Bacci Venuti, il dipinto riacquista la sua forma cuspidata su imitazione di altre opere dello stesso artista (L. Venturi, p. 37-38). Probabilmente il dipinto costituiva la porzione centrale di un polittico, le cui parti laterali potevano essere costituite dalle due tavole raffiguranti 'Santi', oggi conservate nella Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano. Già F. Marcelli (p. 186-192), nel 1998, ritenne che il dipinto costituisse in origine il pannello centrale di un trittico, i cui scomparti laterali sono da identificarsi nelle due tavole del Museo Diocesano di Fabriano, provenienti dall’abbazia di Santa Maria d’Appennino, raffiguranti rispettivamente i Santi Antonio Abate e Giovanni Evangelista e i Santi Giovanni Battista e Venanzio. L’artista sviluppa in quest’opera un tipo di monumentalità inedita, caratterizzata da un contorno tagliente delle figure, che si stagliano sul fondo oro, isolate in una dimensione di solenne ed arcana sacralità. Si noti, inoltre, l’effetto di rara eleganza della decorazione delle stoffe, in cui l’alternanza di rosso, blu, bianco e oro è impreziosita con la tecnica della punzonatura. Il gesto materno e premonitore della Vergine, che accarezza il piedino del Bambino, è un chiaro simbolo della futura Passione. Grazie all’intervento di restauro del 1968 è stato possibile recuperare la luminosa policromia delle vesti. Si tratta di una delle opere migliori dell’artista e di rara bellezza. In occasione dell’ingresso in Galleria, l’opera si presentava priva della cuspide e all’interno di un’altra tavola rettangolare, che è stata quindi eliminata con successivo inserimento del dipinto in una nuova tavola cuspidata, vicina allo stile degli altri capolavori del pittore fabrianese
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1100264105
  • NUMERO D'INVENTARIO 1990 D 24
  • DATA DI COMPILAZIONE 2011
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2024
  • ISCRIZIONI nella base del trono - HOC OPUS PINXIT ALEGRITTUS NUTII DE FABRIANO ANNO MCCCLXXII - caratteri gotici - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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