Tuccia trasporta l'acqua col setaccio
dipinto
ca 1675 - ca 1688
Beinaschi Giovan Battista (attribuito)
1636/ 1688
Tela rettangolare raffigurante la vergine vestale Tuccia che, accusata di fornicazione, porta dell'acqua in un setaccio per dare prova della sua castità
- OGGETTO dipinto
-
MISURE
Altezza: 145,3 cm
Larghezza: 197,5 cm
Spessore: 4 cm
-
ATTRIBUZIONI
Beinaschi Giovan Battista (attribuito)
-
ALTRE ATTRIBUZIONI
Lanfranco Giovanni
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo dei Priori
- LOCALIZZAZIONE Palazzo dei Priori
- INDIRIZZO Corso Pietro Vannucci, 19, Perugia (PG)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto entrò in Pinacoteca municipale nel 1894 col Legato condizionato di Luigi Carattoli (delibera 402, 13 aprile 1894). Se ne ignora la provenienza originaria ma risulta nelle mani del Carattoli già dal 1867 poiché questi lo aveva proposto come merce di scambio al restauratore Geremia Fata di Gubbio in cambio di una Madonna baroccesca. Il soggetto va identificato con la vicenda della vestale Tuccia (raccontata da Tito Livio, Valerio Massimo e Dionigi di Alicarnasso): accusata di avere infranto il voto di castità, provò la sua innocenza riempendo un setaccio d'acqua del Tevere e portandolo, con l'aiuto della dea Vesta, senza perdere una sola goccia; Petrarca legge la vicenda della vestale come simbolo della Pudicizia; Cesare Ripa, della Castità. Un dipinto molto vicino a questo e attribuito a Beinaschi, è passato per il Mercato antiquario (Vicenza) prima del 1995. G.B. Beinaschi, pittore piemontese nato nel 1636, fu a Roma alla metà del secolo; è stato annoverato tra i più fedeli seguaci del Lanfranco per quanto il contatto non possa essere stato diretto poiché il caposcuola morì nel 1647
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1000016639
- NUMERO D'INVENTARIO 604
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Galleria Nazionale dell'Umbria
- ENTE SCHEDATORE Galleria Nazionale dell'Umbria
- DATA DI COMPILAZIONE 1996
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0